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Anche Stromboli ha festeggiato San Bartolomeo con la concreta speranza, grazie all’interesse di don Giuseppe Mirabito, che presto si avranno notizie positive sul finanziamento del progetto per i lavori di ristrutturazione dello splendido edificio di culto di Piscità. Fedeli e turisti si sono riuniti nel sagrato della Chiesa per seguire la statua del santo nel percorso fino alla chiesa di San Vincenzo e ritorno. Dopo la messa , momenti di convivialità e lo spettacolo serale con la “Nino Cicero band” .


La costruzione della chiesa, nel XVIII secolo fu un’impresa collettiva, finanziata sia dalla comunità locale che dai siciliani emigrati all’estero, a testimonianza del forte legame con la loro terra d’origine. Oltre a essere un centro di fede, la chiesa serviva in passato come punto di ritrovo per la comunità agricola, grazie al suo frantoio annesso, dove gli agricoltori si recavano per la spremitura delle olive. All’interno, la struttura , fino al 2002, era arricchita da pregevoli stucchi ottocenteschi e da una magnifica cupola a crociera decorata con stelle in oro e blu. L’ampio sagrato, raggiungibile tramite una scalinata, offre una vista panoramica che invita al raccoglimento.


Nel 2002, un forte terremoto rese la chiesa inagibile, costringendone la chiusura. Tuttavia, la comunità di Stromboli non si è arresa. Nel 2010, grazie all’iniziativa del comitato “Save San Bartolomeo”, è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione che ha mobilitato turisti e strombolani emigrati. La raccolta di ben 9.089 segnalazioni ha permesso alla chiesa di essere candidata per ricevere un contributo nell’ambito del progetto “I Luoghi del Cuore” del FAI.
La storia della Chiesa di San Bartolomeo è un esempio di come la fede, la cultura e il profondo senso di appartenenza possano unire una comunità, superando anche le avversità.










