Tra Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo il progetto dell’Aeroporto intercontinentale del Mediterraneo. Sciara Holding: «Con lo stop dei voli per l’Etna è diventato un progetto urgente»
Il caos provocato dalle eruzioni dell’Etna e dalle conseguenti interruzioni dei voli negli aeroporti di Catania e Comiso rilancia la necessità di un nuovo scalo aeroportuale in Sicilia orientale.
Sciara Holding ha, infatti, annunciato l’avvio ufficiale della fase di manifestazione di interesse per le aree e gli immobili ricadenti nei territori di Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo, individuati per la realizzazione dell’Aeroporto intercontinentale del Mediterraneo.
Secondo quanto riportato da Sole 24 Ore Radiocor, il nuovo scalo viene indicato come possibile soluzione alle problematiche legate alle frequenti limitazioni operative degli aeroporti di Catania e Comiso determinate dall’attività vulcanica dell’Etna.
«Da necessità a urgenza»
Il progetto, secondo la società, avrebbe assunto un carattere ancora più strategico proprio alla luce dei recenti disagi provocati dalle eruzioni.
«Alla luce dello stop dei voli negli scali di Catania e Comiso per via delle eruzioni dell’Etna – sottolinea il ceo di Sciara Holding, Fabio Bertolotti – la realizzazione del nuovo aeroporto è divenuta non solo una necessità, ma un’urgenza».
La società sostiene di avere già depositato e protocollato da mesi tutta la documentazione necessaria, completando l’iter burocratico di propria competenza. Il progetto viene presentato come sostenibile sotto il profilo economico e ambientale e dotato di una rilevanza strategica internazionale.
Acquisizione delle aree già avviata
Nel frattempo sarebbe già partita la fase preliminare di acquisizione delle aree interessate dalla futura infrastruttura.
Sciara Holding riferisce di aver riscontrato una «ottima disponibilità» da parte dei proprietari finora contattati e parla di un interesse concreto da parte degli enti competenti e della cittadinanza.
Il progetto, dunque, sarebbe pronto a entrare nella fase successiva. L’ultimo passaggio indicato dalla società riguarda il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale si attende l’inserimento dell’opera nel Piano nazionale degli aeroporti (Pna).
«Per partire – sostiene Sciara Holding – siamo solo ed esclusivamente in attesa che il Mit inserisca, per giusta causa, il progetto nel Pna».
La proposta di un aeroporto nel Messinese torna così al centro dell’attenzione proprio mentre l’Etna dimostra ancora una volta quanto la vulnerabilità del sistema aeroportuale siciliano possa avere ripercussioni pesanti sulla mobilità, sul turismo e sull’economia dell’intera Sicilia orientale.









