Soluzione entro 3 giorni o a mare senza servizi

La Regione deve sciogliere un nodo interpretativo sul pagamento dei canoni di concessione edilizia provvisoria. Problema anche alle Eolie ?

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di Manlio Viola

spiaggia canneto1Ultimi giorni per salvare la stagione balneare 2014 in Sicilia, almeno dal punto di vista dei lidi e dell’occupazione stagionale. E’ arrivata venerdì alla Regione siciliana la lettera con la richiesta di chiarimenti da parte del Comune di Palermo sulla applicazione della legge regionale del 2005 che lo sportello unico delle imprese del capoluogo siciliano da quest’anno interpreta in modo letterale non rilasciando la concessione ai 18 lidi del palermitano.

Un problema nato a Palermo ma che, se non troverà soluzione entro mercoledì, diventerà un problema siciliano (con l’eccezione solo di Catania, ma neanche questo è certo). Proprio per mercoledì 30 aprile, infatti, è riconvocata la III Commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana che tornerà ad affrontare il problema.

“Se non si troverà una soluzione in tempi rapidi – dice il vice presidente della Commissione Edi Tamajo – porrò il problema di Palermo anche a tutti gli altri comuni costieri. Perché mai Palermo deve restare senza lidi per una interpretazione di una legge regionale e gli altri comuni dovrebbero, invece, operare in maniera difforme?”.

Quella di Tamajo è una provocazione ma c’è il rischio concreto che l’iniziativa di Palermo blocchi tutta la Sicilia. secondo i dirigenti palermitani, infatti, la legge del 2005 impone che l’amministrazione chieda ai lidi di pagare i canoni di concessione edilizia provvisoria per la cabine. senza quelli non può essere rilasciata l’autorizzazione al montaggio della cabine e di tutti i servizi.

Una richiesta alla quale dal 2005 ad oggi si sarebbe passati sopra ma che configurerebbe il rischio di danno erariale e dunque i funzionari non intendono rilasciare le autorizzazioni. Peraltro non esiste un regolamento di attuazione e anche se si procedesse alla richiesta dei canoni non ci sono ne le norme attuative, ne i regolamenti, ne il piano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM) obbligatorio in base alla medesima legge. impossibile anche valutare l’entità dei canoni concessori. In pratica con questa interpretazione della legge del 2005 si cade nell’incertezza normativa più assoluta.

L’immobiliare Italo Belga, il più grande concessionario palermitano, sta già montando i servizi ed ha affittato le proprie cabine contando sul fatto che la soluzione si troverà.

“Fino alla scorsa settimana il comune riteneva di non dover neanche chiedere chiarimenti. in pratica Palermo considera la propria interpretazione della legge come inequivocabile nonostante tutti si siano sempre comportanti in modo diverso. durante la scorsa seduta della commissione si è riusciti a giungere ad un accordo che prevede proprio la richiesta di chiarimenti che Palermo ha inviato. ma la Regione – dice Tamajo – non risponderà immediatamente. Abbiamo notizia che l’intero incartamento sarà trasmesso per un parere all’ufficio legislativo e legale. in base alla risposta che arriverà dai legali, la regione si pronuncerà”.

Dunque giungerà presto una interpretazione autentica e se dovesse avere ragione Palermo, quella di Tamajo rischia di non rimanere solo una provocazione. in quel caso tutti i 140 comuni costieri siciliani dovranno adeguarsi alle disposizioni regionali e chiedere canoni edilizi provvisori “Il problema – conclude Tamajo – è che molti, quasi tutti, non potranno farlo per la mancanza dei piani, della quantificazione dei canoni e così via. Insomma sarebbe il disastro”.

Un problema di difficile soluzione che rischia di far saltare la stagione per i gestori dei lidi e per i loro dipendenti stagionali e di lasciare la Sicilia come una enorme spiaggia libera senza servizi e, in gran parte, anche senza servizio di salvataggio.

Se ne saprà di più mercoledì dopo la riunione della Commissione ambiente ma la via d’uscita da questa impasse non appare semplice.