Sidoti torna sugli investimenti di Compagnia delle Isole

Riceviamo da Angelo Sidoti e pubblichiamo:

Gentile Direttore,

sidoti 4Allego un articolo pubblicato sul Sole24ore del 7 aprile 2015 riferito alla TOREMAR. Mentre la Toremar investe 20 milioni di Euro per refitting della sua flotta di sette unità più una nave veloce, in Sicilia siamo a contare gli spiccioli.

Ricordo a proposito di “investimenti nel settore dei trasporti marittimi” il contenuto di un mio articolo del 13.01.2012, riguardo il piano industriale di “Compagnia delle Isole”:

Testo articolo del 13.01.2012

“Gli investimenti di compagnia delle isole in migliaia di euro La società investirà complessivamente 27,6 milioni per rinnovare traghetti – 3,6 milioni per navi veloci – 11 milioni per gli aliscafi.

Alcune osservazioni a voce alta: a) più del 50% degli investimenti per rinnovare il parco traghetti era previsto nel 2021 b) la quasi totalità di investimenti in navi veloci era prevista nel 2018/2019 c) circa il 50 % degli investimenti in aliscafi era previsto nel 2022.

Domando: ma gli investimenti programmati dal 2012 al 2014 dell’importo complessivo di Euro 12 mln sono stati mai realizzati?

Fonte: Articolo solo 24 ore del 07 aprile 2015 pagina 13

Toremar, investiti 20 milioni di euro nel rinnovo flotta

Ammonta a circa 20 milioni di euro complessivi l’investimento avviato da Toremar, la società di navigazione ex Tirrenia che serve le isole toscane, per il refitting della sua flotta di sette unità più una nave veloce. Una piano che può proseguire grazie alla recentissima decisione della Regione Toscana che, con un decreto adottato nei giorni scorsi, ha messo fuori gioco una sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato la gara con cui la stessa Regione, nel 2012, aveva assegnato Toremar al gruppo Moby di Vincenzo Onorato. Il Cds, contraddicendo una precedente sentenza del Tar, ha messo per iscritto che la vittoria nella gara per la privatizzazione doveva essere assegnata all’altra società in competizione: la Toscana di Navigazione. A patto, però, che quest’ultima fosse giudicata, dalla Regione, idonea a svolgere il servizio.

Il decreto dell’ente, però, in sette pagine in cui articola dettagliatamente le ragioni della decisione presa, afferma che la Toscana di Navigazione «non ha comprovato il possesso dei requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria necessari per la partecipazione alla gara e dalla stessa autodichiarati alla data della presentazione dell’offerta». E aggiunge di «non poter procedere, in esecuzione alla sentenza del Cds n. 83/2015, all’aggiudicazione della gara per i servizi di cabotaggio marittimo», oggetto del bando. La gestione di quelle linee e della Toremar resta dunque in mano al gruppo Moby.

D’altro canto, spiega Achille Onorato, primogenito di Vincenzo e alla guida di Toremar, «la sentenza del Cds non ci aveva sconvolti. Avevamo continuato a lavorare, insieme al management, per rimettere in pista questa compagnia che ha appena compiuto 40 anni è che, sotto la gestione pubblica, è stata per anni una Ferrari con le gomme sgonfie. Faccio qualche esempio: era dotata di buone navi, costruite appositamente per le rotte coperte ma tenute non esattamente con cura. La società spendeva 6milioni di euro ad esercizio solo per le manutenzioni e perdeva, a bilancio, da 1,5 a 2 milioni, a fronte di ricavi di 38-40 milioni. Oggi, grazie al rinnovamento e al refitting della flotta, spendiamo 800-900mila euro ad esercizio per le manutenzioni e con il bilancio 2014 Toremar tornerà in leggerissimo utile».

Onorato spiega che sono stati sostituiti due traghetti degli anni ’80 e una nave veloce con altrettante unità degli anni 2000, prese a noleggio. È stato poi avviato il programma di refitting che si è concentrato, finora, sulle navi Oglasa, Aethalia, Liburna e Marmorica . «Il Bellini – afferma Onorato – sarà la prossima unità che andrà in refitting e con la quale si conclude il piano di rinnovamento che riguarda motori, scafi, generatori, nuove tecnologie e sul quale abbiamo impegnato circa 20 milioni. Inoltre abbiamo sanato i contenziosi con i 50 marittimi, dei 200 che la compagnia ha in organico, che aspettavano da 20 anni di avere la garanzia della continuità del posto del lavoro: noi gliela abbiamo assicurata».