Sidoti e destinazione contributo di sbarco: “valutare effetti sui conti del palazzo, altro che campagna elettorale”

di Angelo Sidoti

sidotiLe forme di utilizzo delle risorse della tassa di sbarco sono dettate dalla legge e dai regolamenti. Un conto è chiedere la trasparenza sul suo utilizzo altro è “limitare” la sua destinazione soprattutto in una situazione finanziaria dell’Ente precaria. Ogniqualvolta si pensa di intervenire sulla “gestione della cassa” del comune bisogna domandarsi sempre quali effetti avranno le scelte sui conti del palazzo e sulla cittadinanza, invece di fare solo campagna elettorale. Lo squilibrio finanziario dell’ente dipende da altro basta “saper leggere” le relazioni del ragioniere generale e del revisore unico, anzichè, purtroppo, avere la perenne allergia nel digerire le parole dell’amministrazione.

Se la finalità fosse la seguente: “Il gettito derivante dalla applicazione dell’imposta di sbarco è destinato a finanziare interventi relativi a servizi pubblici, a servizi turistici ed ad interventi tesi a valorizzare la funzione ed il recupero dei beni culturali ed ambientali”, sarebbe in linea con altri regolamenti.