Si è conclusa intorno alle 12.30 la riunione di giunta convocata ieri dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dopo una giornata segnata da insistenti voci sulle sue possibili dimissioni. Come anticipato da alcuni assessori prima dell’incontro, il presidente non ha rassegnato alcuna decisione e ha semplicemente presieduto i lavori ordinari a Palazzo d’Orleans, confermando che la giunta non sarebbe stata comunque la sede per comunicazioni politiche di questo tipo.
La riunione, durata circa un’ora, si è svolta in un clima definito “sereno” da fonti interne. Presenti in aula gli assessori Amata, Tamajo, Caruso, Turano, Savarino, Albano, Sammartino e Dagnino, mentre Aricò, Scarpinato, Colianni e Garigliano hanno partecipato da remoto. Una parte del confronto ha riguardato la necessità di accelerare l’approvazione della manovra finanziaria all’Ars.
Schifani ha illustrato anche un nuovo disegno di legge per disciplinare i rapporti tra lobby e pubblica amministrazione, un intervento che punta a colmare un vuoto normativo e arriva dopo l’ennesima inchiesta che ha coinvolto figure di vertice della burocrazia regionale.
Nessun riferimento, invece, alla crisi politica con i vertici di Forza Italia né all’ipotesi di dimissioni che aveva animato le ore precedenti. Già nella serata di mercoledì, secondo chi lo aveva incontrato, il presidente appariva intenzionato a non compiere passi drastici. Le voci, almeno per ora, si fermano qui.











