A partire da questo mese di giugno, una decisione preoccupante mette a rischio la sicurezza dell’isola di Salina: le squadre antincendio e le vedette di avvistamento del Corpo Forestale interrompono il servizio dopo le 22:00. Questa modifica, unita a carenze preesistenti, lascia l’isola completamente priva di sorveglianza notturna per quanto riguarda la prevenzione e il pronto intervento in caso di incendi. Stiamo parlando di un’isola che offre al mondo le meraviglie della Riserva Naturale Orientata dei Monti Porri e Fossa delle Felci, rinomata anche per i suoi sentieri naturalistici e per la sua fertile produzione agricola.
Da diversi anni, i comuni di Leni e la frazione di Lingua sono sprovvisti di vedette di avvistamento incendi. L’unica postazione ancora attiva si trova a Malfa, il che significa che solo una porzione limitata del territorio è visibile e monitorabile.
Le aree di Leni e Santa Marina dovrebbero, in teoria, essere controllate dalle vedette posizionate a Lipari. Tuttavia, questa soluzione è gravemente compromessa dalla scarsa visibilità: la distanza e la foschia naturale che si forma durante il giorno rendono il monitoraggio estremamente difficile. La situazione peggiora drasticamente di notte, quando le luci dei centri abitati si confondono con eventuali focolai, rendendo quasi impossibile distinguere un principio di incendio.
In sintesi, con il ritiro del personale forestale dopo le 22:00 e le evidenti lacune nel sistema di avvistamento, l’isola di Salina si trova in una condizione di vulnerabilità estrema di fronte al rischio incendi durante le ore notturne. Una situazione che solleva serie preoccupazioni per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti.











