Sabbie nere: resta solo una soluzione

sabbie nere

Per il ripascimento della spiaggia si chiede di svuotare, dopo tre anni, le vasche sotto il vulcano. Il Sindaco oggi a Palermo

l'articolo di oggi sulla Gazzetta del Sud
l’articolo di oggi sulla Gazzetta del Sud

Vulcano- Per salvare le famose spiagge nere dal fenomeno, lento ma inarrestabile, di erosione costiera è stato stimato che occorrono almeno 15 mila mc di sabbia. E’ trascorso un altro inverno ma è sfumata anche quella che sembrava potesse essere la soluzione, annunciata dal sindaco Marco Giorgianni e legata al recupero della sabbia residua dai lavori in corso per il depuratore e il dissalatore sotto il vulcano. L’azienda che sta eseguendo le opere ha fatto sapere che sono soltanto 500 i mc disponibili , e comunque, da analizzare per verificarne la compatibilità.

Ma per gli stessi privati sarebbe stata anche un’operazione antieconomica. C’è però un’altra possibilità, caldeggiata dai residenti, e che lo stesso sindaco Giorgianni , ieri interpellato sulla questione, sta cercando di percorrere e anche per la quale, oggi sarà a Palermo. E’ data dalle opere esistenti ( sempre sotto il Vulcano) di sistemazione idraulica per la messa in sicurezza del centro abitato. Un intervento, progettato dall’ing. Davide Ferlazzo e riuscito, per la captazione delle acque ruscellanti dal cratere, incanalate verso il mare, e che sfociano attualmente all’attracco degli aliscafi.

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( la sabbia depositata lungo il canalone verso il mare )

Dopo il completamento delle opere, tre anni orsono, non sono state ancora svuotate le vasche di deposito e di transito del materiale dalla sabbia depositata. Anche questa sabbia, ovviamente deve essere analizzata ma è, in ogni caso, da rimuovere , e al più presto, per evitare, che quanto eroso dalle piogge finisca nuovamente al porto in attesa di stabilirne l’impiego che gli isolani auspicano possa avvenire verso una delle spiagge e delle località più belle del Mediterraneo.