Riceviamo da Sara Basile e Rosellina Neri e pubblichiamo
Una frase di Pier Paolo Pasolini dice così: “Quel è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori?” Subito colleghiamo questo nostro pensiero alle mani di Gianni, Bartolo e gli altri loro compagni. Le loro mani non battono. Sono nere come l’asfalto delle strade, sporche come i marciapiedi, consumate come delle scarpe che hanno camminato tanto… i loro calli, denotano l’uso eccessivo di qualche utensile che gli ha fatti ispessire riducendoli quasi a levigatori per superfici… I loro occhi seguono la nostra penna che scrive svelta le loro ragioni e a noi, basta guardare i loro occhi che, prima delle parole, ci comunicano la sopravvivenza del lavoratore che “libero” non è se non si procura il salario necessario per vivere. Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, adottava “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.
Bene. Sapete qual è la prima voce dell’importante preambolo della stessa? Sapete qual è il primo principio portante che si menziona? LA DIGNITA’. Dignità come fondamento inalienabile, Dignità come Madre di libertà e giustizia. Il lavoro nobilita l’uomo. Il lavoro non retribuito toglie la dignità all’uomo. Questo quello che accade da circa tre mesi e mezzo agli operatori ecologici del nostro arcipelago. Chi di noi lavorerebbe duramente senza una paga giusta e dignitosa? Chi lascerebbe la mattina alle 5.00, mentre il sole ancora riposa dietro chissà quale scoglio, la propria casa, la propria moglie, i propri figli per andare a lavorare, senza poter tornare a casa con il pane e un pacco di figurine per i propri bambini?
Loro sono lì, li vedi in inverno, con le mattine gelate fatte di umidità e di brina, e le mattine estive fatte da ragazzi che come noi, rientrano dalle nottate brave in discoteca, armati di scopa e paletta e carretto che puliscono le strade pregne di mozziconi, cartacce, gomme da masticare e bicchieri di plastica… Un lavoro come un altro direbbero i molti, non proprio diciamo noi. Un lavoro sicuramente meno comodo di altri, senza poltrona e scrivania, ma non è questo il problema, poiché i nostri avi ci insegnano che anche il lavoro più umile, è di enorme importanza per muovere le sorti della “polis” e quale miglior esempio del lavoro in questione.
Bene. Siamo venute a conoscenza di questo fatto gravissimo, leggendo l’articolo in merito allo sciopero indetto dagli operatori ecologici previsto per martedì 17 Marzo, e facendo delle ricerche sul web, sorridiamo amaramente nel leggere che la ditta che dal 2009 a questa parte si occupa della gestione e smaltimento dei rifiuti nelle nostre isole, la “ECO S. E. I. B SRL” di Giarratana (RG), pare essere finita sotto inchiesta della Procura della Repubblica di Ragusa per invalidità del certificato antimafia, ovvero quel documento che consiste in un vero e proprio certificato di registrazione d’impresa senza la quale non si possono avviare lavori e collaborazioni di vario tipo, per non parlare di indagini in corso per sospetti di infiltrazioni mafiose!
Inoltre, apprendiamo che la società, paga indirettamente i propri dipendenti. Infatti, gli stessi vengono pagati tramite il Comune di Lipari, previo pagamento del Comune stesso alla Società della somma dovuta per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. I pagamenti degli stipendi sono sospesi dalla società perché il Comune non paga la stessa. Questo avviene, in quanto, vi sono dei soldi comunali bloccati dalla mancata approvazione del Bilancio. Il Bilancio provvisorio comunale deve essere approvato entro il 31 dicembre, ma ci sono dei termini di legge che permettono ai Comuni di istituire una fase provvisoria di una durata massima di due mesi ( quindi fine febbraio).
A metà Marzo, mentre si continuano a leggere sui blog locali di Consigli Comunali rinviati per mancanza di numero legale, vorremmo porre una questione a voi tutti. È giusto non permettere ai padri di famiglia, LAVORATORI, di comprare il latte ai propri figli? Con questo agghiacciante interrogativo, ritornano in mente le parole dello scorso dicembre del Sindaco, quando durante l’incontro con la cittadinanza nelle sale dell’hotel Aktea, ci dipingeva come un Comune virtuoso… Anzi, virtuosissimo! Vogliamo stringerci alla battaglia dei nostri operatori ecologici che ogni giorno svolgono un importante lavoro sul territorio e dire loro che siamo pronti a combattere! Arriva la “vera vittoria”, i nostri cuori battono per tutti i 45 operatori ecologici delle nostre isole!










