“Prima l’alalunga, poi il tonno e, quest’oggi, infine anche il pesce spada hanno subito delle limitazioni alla cattura. Aspettiamo di capire come avverrà la divisione per quote tra i paesi europei e tra grandi gruppi e la pesca artigianale, ma, come nel caso del tonno rosso, rischiamo di penalizzare i piccoli pescatori italiani e siciliani, mettendo in ginocchio l’occupazione e l’indotto che da quel settore derivano”. Lo dichiara Michela Giuffrida, eurodeputato del PD e membro della Commissione agricoltura, dopo l’approvazione del Piano per la pesca del pesce spada nel Mediterraneo tra Ue e Paesi della costa Sud. L’accordo stipulato in seno all’Iccat (Organizzazione internazionale per la conservazione dei tunnidi nell’Atlantico e nel Mediterraneo) fissa una quota per il 2017 pari a 10.500 tonnellate. La riduzione sarà del 3% dal 2018 al 2022 per ogni anno, per un totale complessivo del 15%.