Punto nascita, La Sinistra: scuse da rivolgere alla cittadinanza dai sostenitori locali dei governi

COMUNICATO STAMPA

lasinistrapiccoloSarebbe facile, oggi, attaccare pesantemente sul piano dei risultati politici un governo nazionale di centro-sinistra che ha sancito la definitiva chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Lipari, un governo regionale di centro-sinistra che non ha mosso un dito per difenderlo, e una amministrazione comunale di centro-sinistra che – a differenza di quella di Pantelleria – non ha saputo agire efficacemente per ottenere il suo mantenimento.

Ma non lo faremo. Non lo faremo per rispetto nei confronti di tanta parte della popolazione di Lipari e delle Eolie che ha condiviso e sostenuto una battaglia di civiltà, quellaper il diritto di potere nascere – come si è sempre fatto – nella propria isola, senza dovere subire i disagi e i costi del trasferimento sulla terraferma, senza assistere alla grottesca mistificazione che vuole un normale parto equiparato a una patologia clinica.

Tanta parte della popolazione che ha presidiato pacificamente l’ospedale, che ha sfilato sotto le stanze dell’assemblea regionale a Palermo, e che è stata ingannata dalle false promesse del governatore Crocetta sui fantomatici “sostegni economici” alle famiglie e dei suoi assessori sul mantenimento del punto nascita.

Tuttavia, nel leggere le esternazioni del segretario del PD liparese, che “rischia di perdere anch’egli la fiducia in tutte le istituzioni governative e politiche”, e del consigliere comunale dello stesso partito, che si vergogna “di essere rappresentato da questo tipo di politica regionale”, dobbiamo prendere atto di un malcontento, certamente non tardivo – a entrambi va riconosciuto di aver sostenuto fin dall’inizio con determinazione questa battaglia – ma che purtroppo rende l’esatta misura della assoluta, desolante mancanza di peso politico di una realtà locale come la nostra nell’ambito delle decisioni regionali e nazionali.

Non ci aspettiamo prese di posizione più decise, non auspichiamo dimissioni di massa né operazioni di transumanza (Genovese docet!). Gradiremmo però delle scuse – quelle sì – rivolte alla cittadinanza, perché se oggi il governo nazionale e quello regionale hanno deciso di privare le Eolie di un diritto inalienabile, questi stessi governi hanno trovato nelle persone che oggi si indignano gli artefici locali del proprio consenso.

La Sinistra eoliana