Provincia regionale: 59 dipendenti indagati per assenteismo

(normanno.com) La Provincia Regionale di Messina sta per chiudere, o meglio per “trasformarsi” in città metropolitana, ma da ieri, come riporta Gazzetta del Sud, gli investigatori della Digos hanno cominciato a notificare informazioni di garanzia a 59 indagati, dipendenti dell’ente “Provincia Regionale”, che in questa fase sono accusati di truffa ai danni dello Stato.

La truffa consisterebbe, secondo le accuse, nella pratica dell’assenteismo. La Digos, infatti, avrebbe condotto un’accurata indagine che avrebbe portato, al momento, a ben 59 avvisi di garanzia. L’indagine sarebbe corredata anche da filmati registrati nel corso di parecchi appostamenti per immortalare i dipendenti che si allontanavano, metodicamente, dal posto di lavoro, .

L’inchiesta è gestita dal sostituto procuratore Antonio Carchietti, il magistrato del pool Pubblica amministrazione “specializzato” sull’assenteismo negli enti pubblici. E’ lui, infatti, il titolare della maxi indagine sull’assenteismo allo Iacp, un caso con oltre un centinaio di dipendenti coinvolti.

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In riferimento alle notizie di stamattina sui 59 indagati nell’inchiesta della Digos sull’assenteismo all’interno dell’ormai ex Provincia Regionale di Messina, interviene Palazzo dei Leoni con una nota stampa che riportiamo, integralmente, di seguito:

“Palazzo dei Leoni annuncia l’attivazione delle procedure previste dalla legge in riferimento all’inchiesta sui casi di assenteismo relativi all’anno 2012.

In particolare, in vista dell’attivazione delle procedure disciplinari, l’Amministrazione ha richiesto agli organi giudiziari la documentazione relativa alla chiusura delle indagini.

L’Ente, sin dall’inizio dell’attività investigativa, aveva attivato controlli interni nell’ambito di una collaborazione fattiva con l’autorità giudiziaria.

L’Amministrazione si costituirà parte civile a tutela dell’Ente, fermo restando la presunzione di innocenza costituzionalmente garantita fino all’emanazione di sentenza passata in giudicato per ognuno degli indagati”.