
Riceviamo e pubblichiamo
In questa calda e dolce serata estiva trascorsa nel patio della Biblioteca Comunale di Malfa nell’isola di Salina, lo scrittore eoliano Italo Toni ha presentato ad un pubblico numeroso ed attento il suo 37esimo libro L’ARCHITETTURA EOLIANA.
La conferenza è stata dedicata a Daniele Nardi l’alpinista amico dell’Autore e dei relatori, tragicamente scomparso sul Nanga Parbat nel 2019, e si è aperta con la lettura di una poesia scritta da Italo Toni alla sua memoria.
Riviviamola tutti insieme con i nostri lettori!
Antonio Brundu introduce l’opera spiegando la scelta del titolo da parte dell’Autore cioè l’architettura come stile prettamente eoliano che non si riscontra altrove, una tipologia architettonica elaborata secondo un modello strutturale, i materiali di costruzione che si trovano in loco, la manodopera che concretizzerà il progetto di un capostipite per ospitare la sua famiglia.
Prosegue Michele Merenda, noto fondatore di Umarruggiù, che addentra nei dettagli della casa eoliana la quale, da millenni, riproduce ancora oggi un solido modello architettonico con una stanza comune dotata di un forno a legna costruito a regola d’arte.
Il terzo relatore Onofrio Natoli aggiunge commenti carichi di emozioni per farci comprendere i sacrifici e l’ingegnosità nell’impiantare un edificio che sarà il fulcro della cellula più piccola della società, la famiglia.
Infine Melina Ciccolo, che ha dedicato la propria vita alla sua dimora eoliana e creatrice insieme ad Antonio Brundu ed altri preziosi collaboratori della prima Associazione Isola Green, narra i suoi primi passi e ricordi della sua infanzia a Salina, l’isola che l’ha vista crescere, l’isola che accende tutte le sue passioni culturali e che la porta a ricercare i minimi particolari nella cura dell’architettura eoliana sia residenziale che botanica con piante ed alberi endemici anche rari.
Italo Toni prende ora il suo tempo di parola. Ci ricorda tutte le tappe della costruzione della casa, dal primo metro quadro disegnato sulla terra dal mastro con un legno semplice, il primissimo disegno architettonico tutt’altro che semplice poiché pensato, orientato secondo i quattro punti cardinali per assicurare la luce ideale dentro casa né troppa né poca.
Da esso, il centro ombelicale della struttura, è già pensata la collocazione delle finestre per la giusta ventilazione con il famoso “occhiu tunnu”, tale l’oblò di una nave, che si collocava con un tegame di terracotta dentro la muratura.
Egli termina la sua dotta conferenza con l’illustrazione degli attrezzi dei costruttori, – il mastro e gli artigiani muratori, falegnami etc-, denominati in dialetto eoliano nella sua purezza, una specializzazione peculiare dello stesso Autore. Egli sa, usando parole semplici ed accessibili a tutti, come introdurci alla conoscenza di un argomento così ricco e tecnico come l’architettura eoliana. Il padre di Italo Toni diceva: “Più sai e più vali. Casa quantu stà e tirrinu quantu ni vidi”, in sintesi voleva dire casa piccola e tanto terreno perché era fonte di reddito.
L’ultimo intervento è dall’ assessore alla Cultura Teresa Nunnari.
Il libro presentato questa sera Sabato 11 Luglio è un “Must Have” nello scaffale o la libreria di ogni casa eoliana. Comprende 199 pagine con decine di fotografie tratte dagli archivi privati di Antonio Brundu, Alessandro Faralla, Italo Toni.
Sono descritti con una cura notevole tutti gli ambienti della casa ma anche l’aia, la cantina, la cisterna per la raccolta di acqua piovana, la stalla per il bestiame, il cortile e la terra che deve circondare il tutto e guardare l’infinito.
L’insieme della proprietà individuale costituisce la linfa, il fermento, il lievito per un piccolo castello di pietra, di architettura sostenibile ante litteram!
Il musicista Giuseppe Salvini ha accompagnato la serata con la sua fisarmonica, riproducendo i brani celebri del film “Il Postino” e la musica di Astor Piazzola “Libertango”… E “Dulcis in fundo”abbiamo ascoltato la canzone scritta da Italo Toni “Le sette isole” in dialetto eoliano.









