ll sindacato COAS Medici Dirigenti Sicilia denuncia una grave violazione del diritto costituzionale e contrattuale alle ferie dei medici e del personale sanitario e contesta la Direzione Generale dell’ASP Messina, chiedendo l’immediato ritiro della disposizione contenuta nella nota prot. n. 0147756/25 del 21 luglio 2025 e l’apertura urgente di un tavolo di confronto.
Secondo il COAS- si evidenzia in una nota del segretario regionale Mario Salvatore Macrì- la comunicazione dell’ASP Messina, che condiziona la fruizione delle ferie alla “garanzia di tutti i servizi”, è un tentativo inaccettabile di scaricare sul personale medico e sanitario le conseguenze di una cronica incapacità di programmazione sanitaria. Il sindacato sottolinea che la responsabilità di garantire i servizi con adeguate dotazioni organiche ricade unicamente sull’Amministrazione, non sui lavoratori già costretti a turni massacranti. La carenza di organico è definita una condizione strutturale e nota da anni, rendendo illegittima la negazione del diritto alle ferie.
Il COAS contesta fermamente la disposizione che invita a “eventualmente revocando congedi già autorizzati”, definendola di una “gravità inaudita”. Tale revoca, se non motivata da circostanze eccezionali e imprevedibili (e la carenza di personale non lo è), viola ogni principio di buona fede e correttezza, esponendo l’Azienda a possibili azioni legali per risarcimento danni.
Ancora più grave è la minaccia di sanzioni disciplinari, con l’avvertimento che “ogni ipotesi di interruzione dei servizi verrà considerato da questa Direzione come illecito disciplinare”. Il sindacato respinge questa minaccia come “infondata e intimidatoria”, affermando che l’eventuale interruzione di pubblico servizio non sarebbe imputabile ai medici che esercitano un loro diritto, bensì alla mancata predisposizione di un piano ferie sostenibile e all’incapacità dell’ASP di assumere il personale necessario.
Medici da eroi a “schiavi”: La denuncia del COAS
Il comunicato esprime profonda indignazione per il trattamento riservato ai medici e sanitari, che da “eroi durante l’emergenza pandemica” sono ora “trattati alla stregua di schiavi”. Il COAS denuncia come la politica sanitaria regionale e nazionale, attraverso continui tagli e la preferenza per il settore privato, abbia “scientificamente demolito la sanità pubblica”. I medici si trovano così oberati da carichi di lavoro disumani, privati del legittimo riposo, a rischio burnout e bersaglio dell’esasperazione di un’utenza che non comprende come essi siano vittime del collasso del sistema, non la causa.
“La salute psico-fisica dei medici e il benessere delle nostre famiglie non sono più negoziabili”, dichiara il COAS Medici Dirigenti Sicilia. Il sindacato non è più disposto a sacrificare la vita dei lavoratori “sull’altare della Vostra inefficienza programmatoria”.
Per questo, il COAS “DIFFIDA” la Direzione Generale dall’applicare le disposizioni contestate e “CHIEDE” l’immediato e formale ritiro in autotutela della nota. Viene inoltre richiesta la convocazione urgente di un tavolo di confronto sindacale per definire un piano ferie estivo “realistico, equo e rispettoso delle norme contrattuali e del diritto irrinunciabile al riposo”. Il COAS avverte che, in mancanza di un riscontro positivo, attiverà “ogni azione di protesta e tutela”, inclusa la proclamazione dello stato di agitazione, il ricorso a tutte le sedi legali competenti (civili, amministrative e penali) e la denuncia agli organi di vigilanza per violazione delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.










