Nascere e curarsi a Lipari: La politica ora dia risposte

L’atto aziendale Asp prevede interventi da concretizzare

l'articolo di oggi sulla Gazzetta del Sud
l’articolo di oggi sulla Gazzetta del Sud

Lipari- Non c’è due senza tre ? Cioè , dopo la seconda, bisognerà attendere la terza disgrazia nel giro di pochi anni; il terzo nascituro che per un motivo o per un altro non riuscirà a vedere la luce , o il malcapitato di turno in genere, per ricordare che l’ospedale di Lipari è pur sempre situato in mezzo al mare? E che , specialmente d’inverno, la forza della natura, spesso, ha la meglio sui protocolli per gli interventi in emergenza disegnati a tavolino e che prevedono elicotteri , o ancora peggio, motovedette a sfidare vento e mare ?

L’auspicio è che la politica , di fronte alla pressante richiesta , ormai da quasi cinque anni, di tutela della salute, in un territorio di tredicimila abitanti diviso in sette isole riesca a dare risposte. Almeno per una volta. Come è stato fatto, del resto, per altre realtà insulari. Pantelleria docet, per non andare troppo lontani. E poi, cominciare ad attuare quanto prevede per Lipari, ad esempio, l’ultimo atto aziendale dell’Asp 5.

Per l’esattezza otto posti di lungodegenza negli attuali locali occupati da chirurgia, unità che, di conseguenza, dovrebbe essere spostata nell’attuale complesso operatorio e ostetricia consentendo di realizzare la prevista area chirurgica. Ciò con tanto, oltre che di chirurghi, di ortopedici e ginecologi. Il progetto c’è già. Va soltanto organizzato e concretizzato lo spostamento. Così come c’è un finanziamento di quasi 900 mila euro per la messa in sicurezza del padiglione centrale. Bisogna poi aumentare il numero degli anestesisti, i quali attualmente sono due e garantiscono soltanto le emergenze; occorrerebbe un cardiologo per la reperibilità dal momento che in servizio ve ne sono soltanto due. E mettiamoci pure, in questo ospedale in mezzo al mare, un centro trasfusionale. Lipari, va ricordato, grazie all’Avis locale è il primo centro in provincia per la raccolta di sangue. Ma non si eseguono le prove di compatibilità.

Tutto ciò, ovviamente, con buona pace del personale sanitario che viene incaricato per Lipari che dovrebbe essere incentivato a restare nell’isola. Frattanto, si registra l’adesione dei 600 studenti del I.I.S. Conti Vainicher per la giornata dell’8 marzo che vedrà l’arrivo a Lipari della Commissione servizi sanitari all’Ars.