Il fondatore e proprietario di Tenuta di Castellaro racconta il Sunset Live Music, la ricerca di un nuovo rapporto tra artisti e paesaggio, la sua idea di Lipari e i progetti futuri tra enoturismo, accoglienza e sostenibilità
di Alessio Cioni
Il tramonto arriva sulla vigna Anfiteatro e, lentamente, il profilo delle isole si trasforma. Alicudi, Filicudi e Salina entrano nella luce della sera mentre la musica comincia. A Tenuta di Castellaro, sull’isola di Lipari, il paesaggio non è il fondale di un concerto: è parte dell’esperienza. Ed è proprio da questa intuizione che continua a svilupparsi il Sunset Live Music, la rassegna che negli ultimi due anni ha portato nella vigna artisti e linguaggi differenti, sempre alla ricerca di un equilibrio con la natura e con il carattere irripetibile delle Eolie.
Per Massimo Lentsch, fondatore e proprietario della Tenuta, guardare oggi a quelle serate significa innanzitutto provare orgoglio. «Provo orgoglio per aver realizzato un progetto che regala agli ospiti emozioni uniche al mondo», racconta. La ragione di quella emozione è racchiusa in un’immagine precisa: «Trovarsi in vigna Anfiteatro con il sole che cade fra Alicudi, Filicudi e Salina è un’esperienza che va oltre l’immaginabile».
Ma il Sunset non è considerato da Lentsch un progetto arrivato al traguardo. Dopo due anni, la ricerca continua. E forse è proprio questa ricerca a definirne l’identità. La sfida è trovare «un gruppo di artisti e di format musicali in grado di esaltare quello che di meraviglioso accade alle loro spalle». Non è quindi la notorietà il criterio principale, ma la capacità di instaurare un rapporto autentico con il luogo. Il principio è netto: a Castellaro la musica deve dialogare con il paesaggio, non sostituirlo. «L’esibizione dell’artista deve essere funzionale all’esaltazione degli elementi naturali che lo circondano», spiega Lentsch. L’artista, dunque, «non può e non deve surclassare quello che lo circonda: lo deve valorizzare». Una concezione che rovescia la tradizionale idea del concerto come spettacolo nel quale tutto converge verso il palcoscenico. Qui il palcoscenico esiste già: è la vigna, sono le isole, è il mare, è la luce.
Questa filosofia appartiene alla Tenuta nel suo complesso. Vino, agricoltura, natura, architettura, accoglienza e cultura non sono elementi aggiunti artificialmente a un progetto imprenditoriale, ma componenti maturate nel rapporto con il territorio. «È il territorio, o meglio il contesto generale in cui siamo inseriti, che ci ha ispirato a tutto questo», racconta Lentsch. «Tutto è avvenuto in modo naturale e spontaneo». La visione imprenditoriale, aggiunge, «aiuta ma non fa la differenza».
Ed è inevitabile che, parlando di un progetto così profondamente legato a un’isola, lo sguardo finisca per allargarsi alle Eolie. La bellezza, secondo Lentsch, non può essere separata dalla qualità della vita e dalla capacità di amministrare un territorio. «La bellezza e il benessere generale di un luogo sono strettamente legate alla capacità organizzativa delle istituzioni e al modello comportamentale delle persone che lo popolano», afferma.
Per Lipari e per l’intero arcipelago eoliano il suo auspicio è quindi quello di «modelli gestionali che guardano al futuro nel totale rispetto e valorizzazione del territorio». Un futuro che non può prescindere dalla responsabilità di chi vive le isole e di chi vi investe.
La stessa attenzione emerge quando il discorso si concentra sul paesaggio di Castellaro. La risposta di Lentsch è quasi una dichiarazione di metodo: «Il territorio che ti circonda ti suggerisce quello che dovresti fare». Il compito dell’uomo è possedere «la sensibilità di ascoltarlo». È in questa capacità di ascolto che, secondo lui, si trova anche la strada per conciliare valorizzazione e tutela. «Penso che Tenuta di Castellaro ci stia riuscendo».
Il futuro del Sunset Live Music seguirà questa stessa ricerca di equilibrio. L’obiettivo non è trasformare la rassegna in un grande evento di massa, ma arrivare a un numero massimo di 80 partecipanti. Per riuscirci, la Tenuta sta lavorando alla ricerca di «un format, artisti e stili musicali adatti al raggiungimento di questo obiettivo».
Sempre più stretto sarà inoltre il rapporto fra musica ed esperienza enogastronomica. Il Sunset si legherà alle proposte della cantina e del Castellaro Bistrot, capace di offrire «un’ampia scelta di soluzioni», dalle degustazioni al tramonto alle cene alla carta. La musica diventa così una parte di un’esperienza più ampia, nella quale il vino torna a occupare il centro della scena.
Accanto al vino continueranno a crescere le proposte di enoturismo e accoglienza. Ma il prossimo progetto annunciato da Lentsch guarda anche alle persone che rendono possibile ogni giorno la vita della Tenuta: è prevista la realizzazione di una foresteria per i collaboratori, non molto distante dalla struttura centrale. «Importante è far star bene le persone che collaborano con noi», sottolinea.
Poi c’è la sostenibilità, definita una «mission imprescindibile». La Tenuta dispone di un impianto di fitodepurazione che permette di recuperare l’acqua di lavaggio e di irrigazione, mentre la torre del vento con termolabirinto consente di ridurre il consumo energetico. A questo si aggiunge un impianto fotovoltaico in fase di conclusione, destinato a rendere la struttura energeticamente autarchica.

Anche la cultura, intanto, può avere un ruolo nel futuro dell’arcipelago. Lentsch considera musica e arte strumenti capaci di contribuire alla destagionalizzazione, ma non pensa a una soluzione affidata ai soli eventi. Perché il cambiamento sia realmente sostenibile, queste iniziative devono essere «concertate e integrate con tutta una serie di altre attività».
È una visione che tiene insieme scala locale e dimensione internazionale: da una parte il desiderio di contribuire alla vita culturale di Lipari, dall’altra la volontà di far conoscere le Eolie attraverso il vino, l’ospitalità e l’esperienza vissuta a Castellaro. E il visitatore, nella speranza di Lentsch, non dovrebbe limitarsi a ricordare una serata: dovrebbe diventare «il nostro migliore brand ambassador nel mondo».
Resta, infine, una domanda che non riguarda più un progetto, un’azienda o una rassegna, ma il rapporto di un uomo con un luogo. Che cosa sono oggi le Eolie per Massimo Lentsch?
La risposta è sorprendentemente lontana dal linguaggio dell’impresa. Le definisce «un sogno che sembrava a portata di mano ma che si è rivelato molto difficile da raggiungere».
È una frase che rimane sospesa, come il sole quando scompare lentamente dietro le isole. Perché certi sogni, quando finalmente si raggiungono, non diventano più semplici: chiedono ogni giorno di essere custoditi, ascoltati, meritati. A Castellaro il tramonto finisce, la musica si spegne, gli ospiti tornano a casa. Rimangono le vigne, il silenzio e il mare davanti ad Alicudi, Filicudi e Salina. Ed è proprio lì che il sogno continua: non nel rumore di ciò che è stato conquistato, ma nella cura di ciò che ancora deve diventare.










