Martina Caruso: Una stella per Roberto Rossello

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Michele Merenda

martina caruso 3SALINA – L’isola più verde delle Eolie saluta il prestigioso riconoscimento tributato ad una delle sue figlie più giovani. La chef Martina Caruso, infatti, il 10 dicembre è stata insignita della Stella Michelin ed inserita nella relativa “Guida 2016”. Premiata nella sede della Mercedes a Milano, Martina – 26 anni il 22 dicembre – risulta essere la più giovane chef donna in assoluto a poter vantare tale premio. Record assoluto, quindi. Un ulteriore patrimonio di cui può oggi vantarsi l’isola di Salina. “Piatti gustosi – si legge, tra le altre cose, nel commento dei giudici – dove emerge la straordinaria capacità della cuoca nell’interpretare ricette tradizionali locali con fantasia ed originalità. Ottima cucina. Buon livello. Charme o carattere particolare”.

Una notizia giunta alla diretta interessata con alcuni giorni di anticipo, senza nessun preavviso, con l’obbligo di tener tutto top secret fino al momento della premiazione. «Appena l’ho saputo – ha dichiarato Martina Caruso – ci ho messo un po’ a metabolizzare, ero molto confusa. Dopo un’oretta mi sono fermata, ci ho pensato bene… e ho scaricato un pianto di felicità, di grande gioia. Ne ho parlato con la mia famiglia e con i miei collaboratori, perché tutti i sacrifici e le tensioni le abbiamo vissute sempre insieme, raccomandando di non far trapelare la notizia. Mi sentivo di condividere con loro questa soddisfazione fin dal primo istante. Bello anche dividere questa premiazione con l’altro giovane chef siciliano premiato con una stella, Giovanni Santoro di Linguaglossa, con cui ci siamo spalleggiati durante la cerimonia». Tre i piatti citati per la consegna del premio: linguine con latte di mandorla e vongole; baccalà in pastella di ceci con peperone e sorbetto al sedano; gelato al cappero.

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Martina Caruso è attualmente lo chef del Signum di Malfa, struttura portata avanti da anni dai propri familiari, ma vanta una dura gavetta: scuola alberghiera a Cefalù, luogo in cui faceva pratica in ristorante durante i fine settimana, a cui hanno fatto poi seguito quattro mesi di corso professionale al Gambero Rosso di Roma. Vari stage in Italia e all’estero, tra cui al “Jamie’s Italian” di Jamie Oliver a Londra. «Un’esperienza molto importante per la lingua inglese – ci ha detto Martina –, ma soprattutto per imparare a coordinare tra loro grande velocità e precisione durante il lavoro». L’esperienza più formativa rimane però l’ultima, quella del 2013 a Napoli con lo chef Gennaro Esposito (due stelle Michelin). «Una cucina che si avvicina molto a quella che mi ha trasmesso mio padre – ricorda Martina Caruso –, tipica quindi del Sud e legata ai nostri territori. Giornate di lavoro molto impegnative, ma sempre con una bella atmosfera familiare, in cui mi sono sentita vicina a casa mia».

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Il premio viene oggi dedicato ad una persona in particolare. «Il mio primo pensiero è andato a Roberto Rossello, produttore locale di capperi che è tragicamente morto il mese scorso in un incidente a soli 35 anni. Abbiamo parlato tanto delle nostre attività, percorrendo una strada assieme, e come amico mi ha sempre dato la forza per andare avanti. Una vittoria dedicata a lui». Vittoria che comunque non vuole essere solo un punto d’arrivo. «Adesso – ha concluso la giovane chef – vorrei creare un mio orto accanto alla struttura, per avere sempre a portata di mano degli ingredienti genuini, della nostra terra. Un valore aggiunto alla mia cucina. Un punto di partenza, appunto. Continueremo a divertirci, perché ciò che facciamo lo realizziamo divertendoci, e a far star bene i nostri ospiti».

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