L’unico presidio pubblico delle Eolie è senza mammografo da settimane. Tre associazioni chiedono anche il potenziamento della senologia: «La prevenzione è una priorità assoluta»
Da alcune settimane non è più possibile effettuare mammografie presso il servizio di Radiologia dell’ospedale civile di Lipari. Una situazione che penalizza soprattutto le donne eoliane e che ha spinto tre associazioni a chiedere con forza il ripristino del servizio e il potenziamento della senologia.
La richiesta è stata indirizzata ai vertici dell’Asp di Messina e al direttore sanitario dell’ospedale di Lipari. A sottoscriverla sono l’associazione I.Dee, con la presidente Emanuela Mondiello, il Soroptimist – Sezione Isole Eolie, con la presidente Tiziana De Luca, e il Magazzino Mutuo Soccorso, con il presidente Paolo Arena.
Secondo quanto riportato nella nota, il mammografo in dotazione alla struttura ospedaliera sarebbe guasto e, considerata l’obsolescenza dell’apparecchiatura, si renderebbe necessaria la sostituzione.
Le associazioni ricordano che lo screening oncologico con una struttura mobile viene effettuato annualmente sul territorio eoliano, ma per un periodo limitato a tre giorni. Una soluzione che, sottolineano, non può garantire la continuità dei controlli periodici né la tempestività necessaria nei casi urgenti.
L’impossibilità di eseguire gli esami a Lipari costringe le pazienti a raggiungere la terraferma, affrontando costi aggiuntivi e difficoltà negli spostamenti. Disagi che, secondo i firmatari, rischiano di allungare i tempi di attesa e scoraggiare molte donne dal sottoporsi ai controlli di prevenzione.
«La salute è un bene primario che deve essere garantito a tutte e a tutti in condizioni di parità», evidenziano le associazioni, richiamando l’attenzione sulle disparità che possono derivare dalla mancanza di servizi sanitari essenziali nelle isole minori.
L’appello si conclude con una richiesta precisa: ripristinare al più presto il servizio di mammografia presso la Radiologia dell’ospedale di Lipari e, contestualmente, estendere e potenziare quello di senologia. La prevenzione del tumore al seno, ribadiscono i firmatari, non può essere considerata un optional, ma deve rappresentare una priorità assoluta delle istituzioni sanitarie, anche per chi vive lontano dalla terraferma.










