Quando si perde una buona occasione per tacere

Non avremmo voluto tornare sulla controversa vicenda dell’adesione al nuovo GAL, ritenendo sufficiente avere garantito il numero legale in consiglio e consentito dunque l’approvazione, per rispetto nei confronti di associazioni e imprenditori; tuttavia, essendo stati menzionati in modo improvvido e con dubbia sintassi nell’ultimo comunicato diffuso dalla residenza municipale, desideriamo ristabilire alcune verità che la crescente arroganza di questi interventi – insieme alle ricostruzioni immaginifiche ed entusiastiche dei fatti – tende a sacrificare in nome di un’incontenibile esigenza autocelebrativa.
Se “oggi parlano i fatti”, come rivendica il comunicato, è anche perché gli scriventi hanno scelto di sorvolare sulle numerose anomalie che hanno accompagnato l’istruttoria della delibera portata in consiglio dall’amministrazione. Infatti, la commissione consiliare non ha potuto esaminarla perché – come al solito – i tempi erano ormai in scadenza; non si è capito a quale dirigente spettasse di sottoscriverla, perché la stessa è passata con straordinaria disinvoltura da un settore all’altro; il culmine della vicenda si è raggiunto con i pareri – mancanti – del ragioniere capo e del revisore dei conti: in un primo tempo è stato sostenuto che questi non fossero stati richiesti perché non necessari, per poi scoprire che una richiesta c’era stata, ma avendo avuto un parere preliminare sfavorevole non era stata reiterata.










