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Lipari sprofonda di circa 7,9 millimetri all’anno: una ricerca internazionale coordinata dall’INGV ha ricostruito l’evoluzione del paesaggio costiero dell’isola negli ultimi 3.900 anni.
Lo studio, pubblicato su Quaternary International, ha analizzato reperti della Prima Età del Bronzo individuati tra 20 e 42 metri di profondità nell’area di Pignataro di Fuori. I dati evidenziano il ruolo combinato dell’innalzamento del livello del mare, dei movimenti verticali del terreno, dell’attività tettonica e vulcanica e dell’erosione.
La ricerca ha integrato rilievi GNSS, dati batimetrici e sismici, indagini archeologiche subacquee e ricostruzioni storiche del livello del mare, confermando che il processo di abbassamento dell’isola è ancora in corso.
Lo studio, nato anche dalle intuizioni dell’archeologo Sebastiano Tusa e dedicato alla sua memoria, potrebbe inoltre contribuire a individuare nuovi insediamenti dell’Età del Bronzo oggi sommersi nelle Eolie e lungo le coste del Mediterraneo.










