La situazione sanitaria nell’arcipelago eoliano sta attraversando uno dei momenti più complessi della sua storia recente. Mentre da un lato si aprono i cantieri per nuove strutture territoriali, dall’altro l’ospedale di Lipari continua a mostrare segni di un logoramento strutturale che preoccupa cittadini e amministratori.
Un punto di svolta nelle intenzioni dell’amministrazione comunale è rappresentato dai lavori in corso per la realizzazione della Casa di Comunità in zona San Giorgio a Lipari. Questa struttura, fortemente voluta dalla giunta locale, nasce con l’obiettivo di decongestionare l’ospedale e offrire una rete di assistenza territoriale più capillare.
Tuttavia, il dubbio che serpeggia tra i residenti e che viene spesso rilanciato dalla politica locale è legittimo: riuscirà la Casa di Comunità a garantire tutte le prestazioni promesse? Senza un piano di assunzioni mirato, il rischio è che si tratti di un contenitore moderno ma privo di quel “capitale umano” (medici di base, specialisti e infermieri) necessario a renderlo operativo.
E dell’ospedale di Lipari , l’unico dell’arcipelago eoliano, che ne sarà ?
Organici ridotti all’osso e mancanza di attrezzature diagnostiche all’avanguardia o la manutenzione precaria di quelle esistenti , nonostante gli sforzi dell’Asp 5 , limitano la capacità di intervento in loco.
In questo scenario di carenza di uomini e mezzi, l’elisoccorso è diventato paradossalmente un servizio ordinario invece che eccezionale. Ogni criticità che non può essere gestita a Lipari si trasforma, ormai da anni, in un volo d’urgenza verso gli ospedali di Messina o della provincia.
Una dinamica che genera due ordini di problemi: l’Ingolfamento dei presidi della terraferma già saturi che devono assorbire un flusso costante di pazienti che potrebbero, in condizioni normali, essere curati sull’isola.
Il ricorso sistematico al volo, anche per emergenze che meriterebbero una gestione ospedaliera locale, rappresenta un costo enorme per la sanità pubblica e un disagio psicofisico per i pazienti e le loro famiglie.
A rendere il quadro ancora più fosco è l’imminente criticità legata alle consulenze specialistiche. È assolutamente vitale che venga risolta entro il mese di giugno la questione dei medici specialisti provenienti dall’ospedale Papardo di Messina.
L’azienda ospedaliera ha infatti già comunicato che non rinnoverà la convenzione attualmente in vigore. Senza un intervento immediato per trovare soluzioni alternative o nuove forme di collaborazione, Lipari rischia di perdere figure professionali essenziali, lasciando i cittadini ancora più scoperti proprio all’inizio della stagione turistica, quando il fabbisogno di cure aumenta esponenzialmente.









