Sono ufficialmente iniziate le nuove indagini archeologiche subacquee presso il relitto della Secca di Capistello, sul versante orientale di Lipari. Le operazioni, che si concluderanno entro il mese, sono condotte dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con l’Università degli Studi di Malta, con il supporto di unità navali e operatori subacquei delle Capitanerie di porto.
Per garantire la sicurezza delle attività, il tenente di vascello Gianmaria Arangio ha disposto un’ordinanza che vieta il transito di natanti nell’area interessata.
Il sito custodisce i resti di una nave affondata intorno al 300 a.C., dopo aver urtato la secca e disperso un carico di anfore su un’area di oltre 1200 metri quadrati. Il relitto giace oggi a circa 102 metri di profondità ed è noto come “relitto maledetto”, a causa delle numerose vittime tra sub e tombaroli.
Grazie a finanziamenti nazionali e regionali, il progetto punta ora alla valorizzazione e alla futura musealizzazione del sito, rendendolo un punto di riferimento per l’archeologia subacquea del Mediterraneo.









