La nuova sede intitolata ad Antonino e Fulvio Ferlazzo diventa un punto di riferimento per la storia e l’impegno civile. Domenica un percorso nei luoghi del confino fascista con Pino La Greca, per riscoprire le vicende degli oppositori del regime
di Alessio Cioni
La libertà si comprende davvero quando si conosce il prezzo che qualcuno ha pagato per conquistarla. Domenica 25 ottobre, Lipari tornerà a interrogare la propria storia con l’inaugurazione della nuova sede dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia delle Isole Eolie, intitolata ad Antonino e Fulvio Ferlazzo. L’appuntamento è alle ore 10.30 in Vico San Martino, 2, con ingresso da via Umberto I, all’incrocio con via Garibaldi. Una giornata che intreccia storia locale, partecipazione civile e impegno antifascista, per riaffermare valori che non appartengono soltanto al passato.
A introdurre la cerimonia sarà Alessio Pracanica, presidente della sezione ANPI Isole Eolie. Seguiranno i saluti istituzionali di Riccardo Gullo, sindaco di Lipari, e l’intervento di Pippo Martino, presidente provinciale dell’ANPI. Il ricordo dei fratelli Ferlazzo sarà affidato a Pino La Greca, studioso di storia locale. Interverrà inoltre Amico Dolci, musicista e presidente del Centro “Danilo Dolci”.
Lipari e il confino fascista: una passeggiata dentro la storia
Il momento più significativo della giornata sarà anche quello che porterà i partecipanti fuori dalla sede, tra le vie del centro storico. La passeggiata antifascista “I percorsi del confino”, accompagnata da Pino La Greca, permetterà di riscoprire una pagina importante della storia eoliana: quella degli uomini e delle donne allontanati dalle proprie case dal regime fascista per le loro idee politiche. Lipari fu una delle isole italiane destinate al confino. Qui arrivarono oppositori del fascismo, intellettuali e militanti privati della libertà, sottoposti a sorveglianza e costretti a vivere lontano dai propri affetti. Tra i nomi legati a questa vicenda figurano Emilio Lussu, Carlo Rosselli e Francesco Nitti, protagonisti della lotta antifascista. Nel 1929 Lussu, Rosselli e Nitti riuscirono a fuggire dall’isola, raggiungendo successivamente Parigi. Il percorso attraversa luoghi reali, non semplici scenari turistici: Marina Corta, punto d’arrivo dei confinati, le strade e le abitazioni in cui cercavano una quotidianità difficile, le mense comuni e gli spazi di reclusione del Castello. Un itinerario articolato in circa cinquanta tappe, pensato per restituire nomi e vicende ai luoghi attraversati ogni giorno da residenti e visitatori.
Dopo la scopertura ufficiale della targa della sezione ANPI, la mattinata sarà accompagnata dalle note di “Bella Ciao”, canto divenuto simbolo della Resistenza e della riconquista della libertà.
Inaugurare una sede significa aprire una porta. Ma questa volta significa anche invitare una comunità a guardare dentro la propria storia, senza reticenze e senza indifferenza. Perché il fascismo non si sconfigge soltanto ricordando chi lo ha combattuto: lo si sconfigge ogni volta che si sceglie di difendere la libertà degli altri.










