
di Michele Giacomantonio
C’era un tempo in cui a Lipari, a Roma, in Italia e in gran parte d’Europa la fame faceva paura ed il pane godeva di un rispetto religioso. Quei tempi io li ricordo. Erano i primi anni 40; quelli della guerra e del dopoguerra. Quando ti cadeva un pezzetto di pane per terra i nonni ti dicevano di raccoglierlo e di baciarlo. E’ un atto di rispetto che io faccio ancora oggi. Oggi quella fame per gran parte della gente non c’è più.
C’è ancora la fame vera ma riguarda alcune categorie di emarginati mentre la povertà si calcola su altri bisogni: comprate la carne, il vestire, ecc. Il pane no. Il pane oggi lo si butta: a Lipari (come si può vedere da queste foto con i cassonetti) ed a Roma (la foto dei panini per i Rom calpestati dai nazisti di Casa Pound).
In odio agli emarginati? A Lipari, lo scorso anno, era invalsa l’abitudine presso qualche panificatore o qualche negozio che il pane avanzato veniva portato a San Pietro e la Caritas parrocchiale pensava a distribuirlo alle famiglie disagiate che esistono ancora a Lipari. Una bella scelta che speriamo non sia stata dimenticata.











