Lipari: giovane affetto da vasculite e lupus like, la famiglia chiede l’intervento della Procura

Giuseppe, Antonino e Marcella Zagami
Giuseppe, Antonino e Marcella Zagami

Un presunto caso di malasanità che riguarda un giovane di Lipari per una vicenda che ha richiamato l’interesse e la solidarietà delle parrocchie di San Giuseppe e San Pietro.  

le mani di Giusepe Zagami
le mani di Giuseppe Zagami

Lipari- Da “ artrite psoriasica simil reumatoide” diagnosticata dai reumatologi di un ospedale messinese e curata , nonostante i progressivi peggioramenti, con un comune medicamento (Adalimumab ) per ridurre il processo infiammatorio, allo sviluppo, come diagnosticato in seguito ad accertamenti più approfonditi, all’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, della patologia sistemica “ Lupus Like” . Una malattia autoimmune, ancora poco conosciuta nonostante una consistente casistica , che ha reso invalido, fino al 75%, il giovane Giuseppe Zagami di Lipari, oggi diciannovenne e all’epoca dei primi controlli , sedicenne.

E provocata , come certificato a Siena, l’undici settembre del 2013 dopo visita medico legale, dal dott. Antonio Andrea Sciabica, proprio dalla somministrazione di quel farmaco prescritto a Messina probabilmente- come sostiene la famiglia- senza un’attenta valutazione delle pesanti controindicazioni per il figlio ; una cura sospesa, a fronte dei disagi e dello stato di malessere, manifestati dal ragazzo e dai familiari, dopo cinque visite di controllo in quell’ospedale a Messina. Il ragazzo, oggi apparentemente normale, in realtà presenta in varie parti del corpo i segni della patologia con manifestazioni vasculitiche. In tutto il corpo la pelle è interessata da vistose, quanto profonde e dolorose, ulcere; lungo la schiena delle strisce rosse che sembrano frustate; le articolazioni e le mani, in particolare, sono rosse e gonfie e alcune dita ricurve, un polmone è danneggiato.

l'ulcera al gomito
l’ulcera al gomito

Per quattro mesi, inoltre, Giuseppe è rimasto allettato per l’impossibilità di alzarsi e camminare per problemi ai piedi e la madre è stata costretta a lasciare il lavoro per dedicagli interamente le sue attenzioni. “ Passavo la spugna per lavarlo- racconta ancora scossa mamma Marcella- e veniva via la pelle, si formavano buchi con pus, ero disperata”. Il padre, invece, un pescatore e grande lavoratore, ha dovuto dare fondo ai propri risparmi. “ La nostra vita – osserva papà Antonino – è radicalmente cambiata “. Cambiata ma con la concreta solidarietà, manifestata in vari modi, della cittadinanza : si sono mossi i parroci don Gaetano Sardella e don Giuseppe Mirabito , la scuola, gli imprenditori Silvia Carbone e Carlo Di Paola.

Sul presunto caso di malasanità , il 14 novembre del 2013 , Giuseppe e i genitori Antonino e Marcella Zagami , hanno presentato querela , attraverso il legale Cristina Abate, alla Procura della Repubblica di Messina nei confronti del legale rappresentante dell’ospedale messinese e dei medici che hanno avuto in cura il proprio figlio. Ma dopo un anno e mezzo di attesa e di sofferenze,  alla famiglia,  sul procedimento, non è stato ancora comunicato alcun esito. I genitori hanno anche fatto ricorso alla mediazione civile ma l’azienda ospedaliera non si è presentata in quanto- ha motivato- “ dall’istruttoria medico legale compiuta dalla compagnia assicuratrice  non sembrano sussistere profili di responsabilità in capo all’azienda ed ai suoi dipendenti”.

ulcera addomeFrattanto Giuseppe, pur essendo, per quanto possibile, migliorate le sue condizioni di salute, e i genitori vivono un calvario rappresentato da cure, esami e controlli effettuati senza soluzione di continuità in Toscana per tenere sotto controllo la malattia. Tra non pochi problemi economici, dal momento che trattandosi di cure e consulenze praticate in una struttura extraregionale non possono avere diritto neanche ad un sostegno da parte della Regione Siciliana.