Una coppia di coniugi di 67 e 61 anni vive da tempo in condizioni di estrema precarietà, costretta a dormire in una vecchia Fiat Panda parcheggiata nel territorio comunale di Leni. Di giorno i due trovano rifugio in un piccolo magazzino, dove possono lavarsi e preparare qualcosa da mangiare; di notte l’auto diventa la loro unica abitazione.
La loro situazione era già nota all’Amministrazione comunale. Nel 2024, dopo una procedura di sfratto, il sindaco Ireneo Giardinello aveva assegnato alla coppia un alloggio popolare comunale per 18 mesi. Terminato il periodo previsto, però, non è stata individuata una soluzione abitativa alternativa e i due sono nuovamente finiti a vivere in auto.
Di fronte a questa situazione si sono mobilitati alcuni cittadini di Leni, che attraverso l’avvocato Micaela Miceli hanno presentato al Comune un’istanza urgente, chiedendo un intervento concreto e una sistemazione dignitosa per la coppia.
A unirsi alla mobilitazione è ora anche l’Associazione Esseri Uguali, che ha già comunicato formalmente al Comune la propria disponibilità a collaborare nella ricerca di una soluzione, coinvolgendo, per quanto possibile, servizi, associazioni, volontari e realtà del Terzo Settore.
«Di fronte a una situazione di difficoltà, la cosa più importante è esserci», sottolinea l’associazione, che rivolge soprattutto alla famiglia un messaggio semplice e diretto: «Non siete soli».
Esseri Uguali intende infatti attivare una rete di solidarietà per individuare risorse, contatti e aiuti concreti, mettendosi a disposizione sia della famiglia sia di cittadini e associazioni che vogliano contribuire.
«Non servono divisioni – è il messaggio dell’associazione – servono persone, disponibilità, collaborazione e solidarietà».
Per chi volesse offrire un aiuto o segnalare una possibile soluzione abitativa, è possibile contattare il presidente dell’Associazione Esseri Uguali al 342 503 4025.
La vicenda della coppia riporta così al centro una questione che va oltre la singola emergenza: quella del diritto a una casa e della responsabilità di una comunità di non lasciare indietro chi si trova in una condizione di fragilità. A Leni, ora, cittadini e associazioni chiedono che alla solidarietà seguano anche risposte concrete.








