Le funzioni della Pasqua a Lipari

foto Antonio Iacullo
foto Antonio Iacullo

di Michele Giacomantonio

La doppia processione che si svolge a Lipari nella mattina di Pasqua e che a Marina corta ha il suo culmine con l’incontro molto cerimonioso fra Gesù e la Madonna, la caduta del manto nero che avvolge Maria, il volo delle colombe nel tripudio di applausi, grida di gioia, fochi artificiali, lancio di fiori, non ha riscontro alcuno nei Vangeli anzi dopo la Resurrezione non si parla assolutamente di Maria anche se si può pensare che era con i dodici quando Gesù compare a loro. Questo dell’incontro che procura gioia e festa è probabilmente un rito antico, forse dalla radici pagane che starebbe a celebrare l’arrivo della primavera. Dalle spalle della giovane donna cadono i severi e pesanti vestiti invernali e sotto di essi compaiono gli abiti primaverili.

Ricordo quand’ero piccolo – diciamo a metà degli anni ‘40 – che un grande drappo copriva tutto l’altare maggiore, in una chiesa con le luci rigorosamente spente e Pasqualino Pastore, il sacrista del tempo, padre di Luigi, prima del Gloria scioglieva i due grossi nodi delle funi che sorreggevano i due capi del drappo e si poneva dinnanzi all’altare con un capo per mano ed all’intonazione del Gloria li lasciava andare. Cadeva il pesante telo che raffigurava la crocefissione e contemporaneamente riprendeva a suonare l’organo e si accendevano le luci.

Oggi non ci sono più drappi ma non per questo la funzione è meno suggestiva anche se indubbiamente più composta (perché la visione di questo uomo possente con la grossa fune attorcigliata ai due bracci era più da circo equestre che da mistico raccoglimento). La messa della notte infatti inzia con la “liturgia della luce”: si accende prima il grosso cero pasquale che rappresenta Cristo e lo si solleva nel buoi sopra la folla annunziando “la luce di Cristo”. Dal cero pasquale la luce si trasmette a tutti i fedeli che hanno in mano una candela. Così la luce di Cristo rischiara il mondo.

Quindi segue la benedizione del fuoco acceso dinnanzi alla porta della Cattedrale e si orna il cero pasquale. Ora il clero ed i ministranti entrano in Chiesa e si dirigono all’altare annunziando “Cristo, luce del mondo”. E’ il momento dell’annunzio della Resurrezione: “Esulti i coro degli angeli, esulti l’assemblea celeste… Questa è la notte in cui Cristo ha sconfitto la morte”.

Molto più tradizionale la Messa della mattina di Pasqua in Cattedrale celebrata da Mons. Alfredo Adornato alla quale partecipano il Sindaco, la Giunta e le autorità militari. Alla fine della messa le due processioni: quella della Madonna parte dall’Addolorata per prima mentre quella di Gesù parte dall’Immacolata, a seguire. Compiono due percorsi diversi e si ritrovano a Marina corta. Come mostrano le immagini.