Lampo : “Scuola nelle isole a singhiozzo ? DAD da normare”

di Christian Lampo

Lampo : Non chiediamo mica la luna...solo un porto sicuro 1

Le Eolie, ma tutte le isole minori Siciliane sono, “ombelico” del mondo d’ estate e landa desolata con carenti servizi d’inverno, dove andare a scuola, per seguire le lezioni spesso diventa un’ impresa, piuttosto che un diritto negato, a causa di una incancrenita “disfunzione” che la stessa scuola ha nelle realtà insulari. Isole, ove è quasi impossibile avere, un regolare e normale funzionamento del servizio scolastico, sia a causa di una mobilità del personale docente, sia per la difficoltà della nomina dello stesso, sia per fenomeni di “sospensione delle lezioni” dovuto alle difficili condizioni, in cui spesso si svolgono i collegamenti marittimi a causa del mare agitato.

Vista la peculiarità dei territori insulari, non sarebbe auspicabile mettere in atto dei meccanismi di incentivo alla permanenza-residenza dei docenti scolastici nelle isole, in cui devono operare? Proprio in questi giorni, di condizioni meteo particolarmente avverse, alcune segreterie, fra le più note sigle sindacali della Provincia di Messina, (CISL scuola, UIL scuola, SNAL CONFSAL, CGIL Etc.) ci “ricordano” ( con documento scritto domenica 24 c.m.) che la DAD è prevista, dalle linee guida ministeriali, solo ed esclusivamente in caso di emergenza “Covid”, o comunque per contrastarne e contenerne il contagio e non in caso di condizioni meteo-marine avverse che precludano, il “pendolarismo” degli insegnati e degli studenti, impossibilitati nel raggiungere la sede scolastica. Un altro duro colpo alla condizione di insularità, che spesso, proibisce la continuità della didattica scolastica in presenza, così come avviene invece nel resto d’Italia.

Allora, perché non proporre iniziative atte a “normare” e modificare la nota 2002 del 09/11/2020, relativa all’utilizzo della DAD, sollecitando interventi legislativi ad hoc, che possano permettere l’utilizzo della didattica a distanza, anche in caso di fenomeni meteo sfavorevoli, al fine di dotare i Dirigenti Scolastici di quell’autonomia gestionale e decisionale, che possa porre fine al disastro, della scuola a “singhiozzo”, che può durare un giorno o più giorni, a causa dal maltempo? D’altronde, le tecnologie di cui tutti siamo oramai dotati, possono essere utili e sfruttati, anche per sostenere una didattica diversa da quella tradizionale, oseremmo definirla…..”alternativa”, che permetta agli alunni, di collegarsi via internet con l’insegnante di turno e viceversa, con gli studenti fuori sede, proprio (E SOLO) in quei giorni in cui, non si può arrivare a scuola a causa delle difficili condizioni meteo.

E mentre il governo “Musumeci” investe nuove risorse (10 milioni di Euro) per combattere la dispersione scolastica e la povertà culturale, puntando sul potenziamento del tempo pieno e sul miglioramento dei modelli educativi che possano accompagnare gli studenti Siciliani, (i nostri compresi??) nel loro percorso formativo, attraverso lo sviluppo di quelle competenze che solo la scuola può donare, Noi dobbiamo confrontarci, con una evidente disparità di accesso all’istruzione, condizionata dal vento, dal mare agitato e da mezzi di trasporto fermi in rada. Ogni giorno di chiusura o sospensione della scuola, è una “PRIVAZIONE” del diritto allo studio.

“La ragione principale per andare a scuola è quello di imparare, Robert Frost). «La scuola è l’ingresso alla vita della ragione”.

Jerome Bruner

( DAD da normare soprattutto per le isole tenendo in considerazione la presenza di docenti residenti che, in caso di maltempo, potrebbero tranquillamente continuare a far lezione di presenza con i colleghi esterni collegati nelle rispettive ore di lavoro. Il tutto a scuola, casa degli studenti. La rete integra, non divide. P.P.)