L’album dei ricordi: l’eruzione a Stromboli di fine anno (1954)

di Massimo Ristuccia

“DITEMI SE CASA MIA STA ANCORA ALL’ERTA” di Luigi Forni – dicembre 1954 (2 parte su Stromboli)

stromboli 54Su Stromboli, l’altra isola dell’arcipelago che aveva vissuto una interminabile settimana di passione, continuavano invece ad incombere la “morte rossa”. Illuminate dai bagliori che il vulcano eruttava ininterrottamente verso il cielo, le povere case indigene calcinate dal sole erano diventate scarlatte e ad osservarle dall’aereo parevano rubini incastonati nella roccia. Lungo la “sciara del fuoco” scorreva ininterrottamente il magma incandescente, digradando verso il mare con una velocità che fu calcolata intorno agli otto chilometri orari. Appena giunta a contatto dell’acqua salsa, la lava basaltica svaporava ruggendo, in una visione di orrida bellezza. Miriadi di frammenti rosseggianti venivano emessi a tratti dalle tre bocche eruttive del cratere, ricadendo a brevissima distanza, per rotolare spenti verso il mare.

La popolazione dei due centri abitati  situati alla punta nord-orientale dell’isola, non fu mai direttamente minacciata, mentre sistromboli 54 1 temette a lungo che la Ginostra, il villaggio poco distante dalla punta sud-occidentale, dovesse essere sgombrato prima che una pioggia di lapilli lo sommergesse. Anche qui molte famiglie cercarono scampo sul mare, temendo il peggio. Disertate le tonnare, abbandonati i tralci di malvasia. Le duecento persone fuggite dall’isola, quasi un terzo della popolazione, poterono seguire l’andamento dell’eruzione fino a sessanta miglia di distanza. La natura aveva voluto imbastire in anticipo i giochi pirotecnici di fine d’anno e regalava alla popolazione sgomenta migliaia di granate e di bengala che si arrampicavano ardimentosi nel firmamento per frantumarsi a mezza strada, piombando a brandelli sul circostante specchio d’acqua. Il vulcano, esausto dopo cinque giorni di furia ininterrotta, non s’acquetò del tutto; pareva un bambino bizzoso che dopo avere strepitato a lungo non volesse smettere di singhiozzare. Avendolo visitato attentamente, i professori Ghirlanda, Prata e Cunin dell’Istituto geofisico di Messina ne diagnosticarono il progressivo ritorno alla normalità. Soltanto allora gli abitanti di Stromboli decisero di riaccordargli la confidenza perduta.

stromboli 54 2Luigi Forni

In merito al 1954 ed a Stromboli. Nel 1954 Vittorio De Seta gira sei documentari in Sicilia (Lu tempu di li pisci spata, Isole di fuoco, Surfarara, Pasqua in Sicilia, Contadini del mare, Parabola d’oro). Fortemente innovativi, sono subito riconosciuti a livello internazionale. Isole di fuoco riceve il primo premio per il documentario del Festival di Cannes del 1955. L’anno seguente è Contadini del mare a vincere al Festival di Mannheim. Isole di fuoco è un documentario breve del 1954 diretto da Vittorio De Seta ambientato a Stromboli.

Oggi si può acquistare libro e dvd da “Feltrinelli”: http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/il-mondo-perduto/. O trovare delle immagini nel web: https://www.youtube.com/watch?v=v4qOTIMqAjM