L’album dei ricordi : Il Bagno di San Calogero (1874)

bagno san calogero( foto ” Il mio tempo” – Renato De Pasquale 1990)

di Massimo Ristuccia

Da: Le isole di Lipari F. Salino . Torino, Candeletti, 1874, , Estratto dal Bollettino del Club Alpino Italiano n. 22 vol. VIII, 1874.

…Per recarsi al Bagno di San Calogero, dopo attraversata per la sua larghezza la città, si sale per una strada profondamente scavata tra i suddescritti monti e quello di Sant’Angelo a destra, e che, quando piove, serve di torrente, la quale conduce sul piano di Pianoconte e poscia discende al nord ove trovansi il Bagno a 150 metri approssimativamente di elevazione e distante un chilometro dal mare.

Il taglio di questa strada permette di osservare le materie delle quali è formato il monte in quella regione, tutta composta di piccoli detriti di trachiti e pomici d’ogni qualità con incastrati a tutte le profondità dei massi di lave, ora porose, ora compatte, e queste materie si trovano separate da stratificazioni tufacee, oppure da un composto di particelle terrose formanti delle stratificazioni inclinate verso le pendenze del monte; e siccome alcuni massi hanno gli angoli smussati, si può giudicare che la formazione del monte è dovuta tanto alle eruzioni dei tre vulcani menzionati, pei materiali lanciati in aria, quanto alle correnti acque. Più in alto a sinistra si vede che i piccoli monti furono tutti alterati alla loro superficie dalle emanazioni dei vapori acido-solforosi, poiché diversi si vedono coloriti in giallo ed in giallo-rossiccio. Il terreno superiore è quasi tutto di colore bigio e composto in massima parte di pomici triturate e lapilli, e quello che discende al Bagno è più solido, di roccie vulcaniche.

Il Bagno si compone dell’antico atrio romano ove scaturisce l’acqua, ed ove entrato per esaminarlo, in pochi muniti mi trovai con mia sorpresa liberato da un dolor reumatico in una spalla, che avevo colto due notti innanzi sul piroscafo venendo da Messina. Subito il vicino si trova il nuovo stabilimento a due piani fatto costruire dal municipio; nel piano terreno si trovano 18 camere coi rispettivi camerini pei bagni, divise da un ampio corridoio in due file, ed al primo piano non vi sono più che dodici comode camere, essendo il rimanente occupato dalla sala da pranzo, dalla dispensa e cucina ed alloggio delle persone di servizio. Quando lo stabilimento trovasi aperto si pranza alla carta, a prezzi modicissimi, che si trovano fissati in ampia tabella affissa nel corridoio in fondo al quale apresi un ampio terrazzo che guarda il mare e le isole di Salina, Filicuri ed Alicuri.

EOLIANA Fotografie Giulio Conti  testo di Emanuele Sgroi storia e immagini di una civiltà marinara immagine editrice 1977
EOLIANA
Fotografie Giulio Conti testo di Emanuele Sgroi
storia e immagini di una civiltà marinara
immagine editrice 1977

Altra casa laterale serve per alloggio delle persone di servizio dei bagnanti e dei poveri. Un piccolo orto trovasi annesso allo stabilimento; del resto non si vedono che roccie e terreni spogli di vegetazione, e sarebbe cosa molto bella, vaga ed utile  se il municipio pensasse a fare delle piantagioni d’alberi tutto all’intorno, e che facesse spianare qualche sentiero per portarsi in certi punti poco discosti, ove l’orizzonte rimane più libero. E chi scrive vorrebbe che quell’illuminato municipio tenesse conto di questi consigli, dati da chi tanto si interessò e s’interessa per un migliore avvenire delle Eolie, senza verun interesse proprio, tranne l’amor patrio comune per movente.

Al di là di un lato monte che sovrasta lo stabilimento a nord-est, e sullo stesso versante dell’isola a circa 200 metri sul mare trovasi altra grossa sorgente caldissima detta stranamente Bagno Secco. Per arrivarvi bisogna risalire a Pianoconte e per la regione Quattropani discendere alla sorgente. Ma a noi conviene ritornare a Lipari allo scopo di esaminare una sorgente, ora quasi perduta, la quale trovasi a metà via.