L’album dei ricordi: alle Isole Eolie il fascino e il clima di un altro continente (1958)

A cura di Massimo Ristuccia

ARIANNA, APRILE 1958 

Alle isole Eolie si può arrivare da Napoli, da Milazzo e da Messina con i frequenti regolari servizi marittimi di linea. Ogni

Una bella bagnante tedesca, con l’occorrente per la pesca subacquea, a Vulcano, nelle Eolie. Queste isole, che ora si organizzano turisticamente, sono già meta di turisti stranieri, francesi specialmente

Una bella bagnante tedesca, con l’occorrente per la pesca subacquea, a Vulcano, nelle Eolie. Queste isole, che ora si organizzano turisticamente, sono già meta di turisti stranieri, francesi specialmente

nave tocca più di un’isola e studiando gli orari si può facilmente combinare un soggiorno circolare nell’arcipelago. L’aliscafo, il nuovissimo grosso motoscafo che pattina velocemente sull’acqua, ha inoltre stabilito un servizio regolare di linea tra Messina e Lipari in poco più di un’ora. Per informazioni rivolgersi a Messina presso la Società Aliscafi, via del Porto, tel. 13155, oppure alla stazione degli aliscafi proprio di fronte al Jolly Hotel. Un altro servizio di aliscafi collega frequentemente Messina a Reggio Calabria in un quarto d’ora.

Lo “Strombolicchio”, un simpatico battello locale, fa inoltre servizio giornaliero di linea fra le varie isole. Tra Vulcano e Lipari una barca a motore trasporta ogni ora merci e persone.

Le isole Eolie offrono tutto quel che può chiedere il più esigente dei turisti in cerca di sensazioni nuove e di angoli esotici e pittoreschi. Ci si arriva con l’aliscafo (foto), un curioso, modernissimo battello che sembra volare sulle onde.

Le isole Eolie offrono tutto quel che può chiedere il più esigente dei turisti in cerca di sensazioni nuove e di angoli esotici e pittoreschi. Ci si arriva con l’aliscafo (foto), un curioso, modernissimo battello che sembra volare sulle onde.

I mesi più consigliabili per un tranquillo soggiorno alle Eolie sono giugno, luglio e settembre. Durante il mese di agosto, l’arcipelago viene letteralmente preso d’assolto dalle carovane straniere che si appoggiano ai villaggi turistici da loro organizzati, facendo molto diminuire le possibilità ricettive delle isole.

Possibilmente, cercate di prenotare usando gli indirizzi inclusi nell’articolo.

I pirati, per moltissimi secoli, hanno usato l’arcipelago come nascondiglio dopo le loro scorribande. Le isole attraversarono poi un periodo oscuro sotto il regno dei Borboni, e il primo a farne di nuovo una sua base, questa volta però a carattere commerciale, fu un certo Stevenson che nella seconda metà del secolo scorso acquistò un bel pezzo dell’isola di Vulcano, vi costruì su una casa che ancora oggi viene chiamata “la casa dell’inglese”, e si dette a fabbricare panetti di zolfo che poi caricava sulle navi che facevano scalo a Lipari. I resti di questi scavi sono visibili ancora oggi e formano uno scenario da paesaggio lunare presso il Porto di Levante: dune, grotte e avvallamenti bernoccoluti, gialli, rosa, verde pistacchio, come le cassate alla siciliana.

Ma tutta l’isola di Vulcano sorprende e affascina per i suoi straordinari colori. Le rocce sono bluastre, rosse, violacee, gialle per la presenza di ossidi ferrosi, zolfo, allume, selenio, tellurio. I fiori hanno tinte più cariche del normale, e gigli selvatici, bianchi come il latte, crescono sulle sabbie nere dell’istmo che congiunge i due porti di Ponente e di Levante. Il mare vi deposita infinite collane di pietre pomici.

Le fumarole vulcaniche solforose a Porto Levante. Il bagno in questo tratto di mare, dove l’acqua è solforosa e fortemente radioattiva, riesce di gran giovamento alla pelle.

Le fumarole vulcaniche solforose a Porto Levante. Il bagno in questo tratto di mare, dove l’acqua è solforosa e fortemente radioattiva, riesce di gran giovamento alla pelle.

La traversata di questo istmo pianeggiante, la salita sul promontorio di Vulcanello, una bocca vulcanica emersa dal mare appena 2000 anni fa, e quella al Gran Cratere, tranquillo ormai dal 1888, sono le prime tre passeggiate che bisogna fare. Attenzione però a dove mettere i piedi: di colpo il terreno può diventare insopportabilmente caldo, specialmente lungo la spiaggia del Porto di Levante, dove il mare ribolle vicino alla riva per via di numerose fumarole di origine vulcanica. L’acqua di mare, in questo tratto di costa, è fortemente radioattiva e nei punti dove la temperatura è sopportabile, è magnifico e salutare stare a mollo nell’acqua calda. Queste bagnature sono molto consigliabili anche a chi desidera una pelle veramente liscia ed è pronto per questo a odorare poi lievemente di zolfo.

Per dei veri bagni di mare e per la caccia subacquea, c’è tutto il resto dell’isola. Il paese, molto piccolo, è situato sui monti ed è invisibile dal basso: per raggiungerlo si usa affittare un asino. A Vulcano perciò, più che nelle altre isole dell’arcipelago, si ha l’impressione di essere un selvaggio su un’isola quasi deserta. Deserta proprio non si può dire, perché tutta la zona intorno al Porto di Levante e a quello di Ponente è disseminata di semplici casette bianche in stile eoliano, ma per ora lo spazio avanza e nessuno è costretto a stare sui piedi dell’altro.

Particolarmente gradevole e divertente è alloggiare al “Village du Soleil”, di Santo Vinciguerra, un villaggio turistico costituito di una serie di camere che affacciano a gruppi di due o tre su un “bisuolo” comune. Il “bisuolo” è uno spazio rettangolare, coperto da un cannucciato e limitato da un basso muretto a colonne che incorpora generalmente fornelli, forno, lavatoio, pozzo dell’acqua e vani pieni di terra dove si coltivano erbe aromatiche.

Visione del “Villaggio dei Pagliai”, il centro turistico più elegante di Vulcano. Le capanne, “indigene” all’apparenza, sono provviste di acqua corrente e di ogni comfort.

Visione del “Villaggio dei Pagliai”, il centro turistico più elegante di Vulcano. Le capanne, “indigene” all’apparenza, sono provviste di acqua corrente e di ogni comfort.

La vita al “Village du Soleil” è molto semplice: ognuno tira l’acqua con ilsecchio della propria cisterna e dorme in una camera fornita rusticamente dell’indispensabile. La sera si cena a lume di candela e al lume di candela si va a dormire. Il bar del “Village”, pittorescamente arredato con gli oggetti più strani e impensati, è un po il ritrovo serale di tutti i turisti sparsi nella zona e chi possiede una chitarra o un po’ di voce aiuta gli altri a concludere la serata.

L’originale bar del “Villaggio dei Pagliai”.

L’originale bar del “Villaggio dei Pagliai”.

Altre possibilità di alloggio esistono a Vulcano, al “Villaggio dei Pagliai” di Achille Conti: una ventina di pagliai disposti tutto intorno a un giardino dove crescono le palme e i girasoli. Ogni pagliaio può ospitare due o tre persone ed è fornito di un moderno bagno completo di acqua corrente. Un nuovo albergo è stato recentemente costruito lungo l’istmo della Marchesa Mirta Campolattaro: si chiama “Les Sables Noires” e promette di diventare il centro mondano delle Eolie. Speriamo però che non lo diventi troppo perché Vulcano non perda il suo fascino che è soprattutto quello di essere un’isola semideserta, dalla natura violenta che ha deciso di rimanere silenziosa…

Giovanna Sportiello

Una casa del “Village du Soleil” di Santo Vinciguerra, a Vulcano. I turisti hanno a disposizione queste costruzioni fatte di una o più stanze che si affacciano su una veranda coperta ( la vita, qui, si svolge praticamente tutta all’aperto), il cannucciato (che si scorge a sinistra nella foto) copre cucina, forno, lavatoio e pozzo, comuni a due o più costruzioni. La sera si cena a lume di candela e ci si alza all’alba. Bisogna far vita sana per forza: non c’è energia elettrica, perciò niente luce, niente radio, niente televisione.

Una casa del “Village du Soleil” di Santo Vinciguerra, a Vulcano. I turisti hanno a disposizione queste costruzioni fatte di una o più stanze che si affacciano su una veranda coperta ( la vita, qui, si svolge praticamente tutta all’aperto), il cannucciato (che si scorge a sinistra nella foto) copre cucina, forno, lavatoio e pozzo, comuni a due o più costruzioni. La sera si cena a lume di candela e ci si alza all’alba.
Bisogna far vita sana per forza: non c’è energia elettrica, perciò niente luce, niente radio, niente televisione.

 

Un “bisuolo”, la caratteristica casetta turistica del “Villaggio du Soleil”, una tipica casa eoliana e alcune ceramiche artigiane di Vulcano.

Un “bisuolo”, la caratteristica casetta turistica del “Villaggio du Soleil”, una tipica casa eoliana e alcune ceramiche artigiane di Vulcano.

Share