L’album dei ricordi: alla riscoperta dell’isola di Stromboli ( 1978)

di Massimo Ristuccia

Claudio Nardi

stromboli 78ALLA RISCOPERTA DELL’ISOLA DI STROMBOLI 1978

Foto: Giacomo Utano

Collaborazione ricerche: Lucia Utano

Consulenza tecnica: Dott. Mario Corti

Traduzioni: Dott.ssa Giovanna Berardi

FOLKLORE ISOLANO

Il 5 luglio si celebra la festa del Santo Patrono dell’isola di Stromboli, SAN VINCENZO.

Una lunga e festosa processione di fedeli accompagnata dalla raffigurazione lignea del Santo, portata a spalla da fedeli vestiti di bianco, percorre lentamente le stradine adorne di fiori, al suono di accorate melodie diffuse dalla banda appositamente venuta per i festeggiamenti. In questo giorno Stromboli, è più viva, variopinta di colori nuovi e di profumo d’incenso. Alla sera tutti in piazza!

Si balla, si canta. Turisti e isolani si fondano l’uno con l’altro in questa particolare ricorrenza.

Eppoi, bòtti, rimbòtti, stupendi panorami illuminati dai fuochi d’artificio che danno il caloroso arrivederci alla festa. Il folklore di Stromboli si riallaccia tipicamente, come quello delle isole consorelle, a quello della terra di Sicilia in tutte le sue espressioni. Di solito in estate vengono allestiti spettacoli folk di piazza, e gli artisti vengono da Milazzo, da Messina ecc.

Ma non è difficile ritrovarsi in Piazza alla sera, passaggio d’obbligo, di fronte a spettacoli improvvisati. Lo “scacciapensieri” predomina su tutto, e rimane il simbolo della rappresentazione musicale formale dello spirito, della spensieratezza, che vive e crea nuovi spazi, ma che non è impossibile ritrovare dentro la natura stessa della terra di Sicilia e del suo popolo.

E’ così che anche noi, seppur turisti, non possiamo fare a meno di sentirci trasportati da questo messaggio di pace, e ci uniamo con gioia in sfrenati “SCIURI SCIURI” e “LU’ CAPPEDDUZZU” guidati spesso dagli stessi fratelli Cusolito: Mario, Roberto, Gaetano, simpatici isolani, continuatori di questo messaggio tanto necessario affinchè cultura e tradizione popolare non scompaiono.stromboli 78 1

Non dimentichiamoci di porgere un saluto anche a Bartolino Famularo che ha inciso il disco “Ciao Stromboli”, e Nino Utano (Ninuzzu beddu) e la sua inseparabile chitarra, e a “Cicero” che allietano così simpaticamente le nostre serate “Stromboliane”, senza nessun interesse materialistico, o di consumo.

Il complesso aspetto folkloristico dell’isola di Stromboli si estende alle sue figure più autentiche, caratterizzate da quei personaggi che dalla vita hanno fatto arte, che a prima vista può sembrare informale, ma non è così perché il loro concetto di vita non può essere nato che da pura sofferenza ideologica e dalle esperienze più profonde e disparate.

Uno dei personaggi “chiave” non può essere che “Salvatore”, guida di Stromboli medaglia d’oro al valore per i numerosi salvataggi effettuati all’interno dei crateri stessi del vulcano. Sempre pronto a rischiare la propria vita per queste imprese, che ci racconta lui stesso con una semplicità incredibile.

Parla bene 3-4 lingue ed è una roccia di forze. “Invulnerabile” proprio come lui stesso ha chiamato la sua imbarcazione da pesca, che sembra un rudere, ma che assicura, Salvatore, in mano sua, può compiere qualunque viaggio. Un uomo rude e cortese allo stesso modo dalla natura selvaggia e mite dell’isola. A Stromboli vengono studiosi da tutto il mondo, compreso il Giappone e la Cina. Nessuno può fare a meno di Salvatore. Nessuno meglio di lui conosce il suo vulcano. Hanno pubblicato le sue fotografie sul vulcano, in tutto il mondo.

E’ impossibile poi non notare un’altra figura tipica dell’isola:

stromboli 78 2“Don Peppì” il vecchietto simpatico che ci attende col berretto da marinaio e un orologio a pendolo a tracolla, al nostro arrivo a Stromboli, per venderci a buon prezzo, basta una piccola mancia, tutte le informazioni che si desiderano, come è scritto sul cartello che porta fiero nella mano. In quella mano che gli è rimasta libera, si capisce, perché nell’altra porta di solito anche uno zainetto con la colazione.

Caro, centenario “Don Peppì” antico avventuriero dei mari. Si dice che abbia raggiunto veri e propri record nelle proprie navigazioni solitarie che duravano giorni e giorni. Tanto tempo fa, naturalmente…….

Eppoi a Stromboli ci sono gli emigrati che sono ritornati anche dopo decine d’anni dall’Australia, nella propria terra per finire la propria vita in santa pace, raccontandoci le loro “experinces” on the world.

E non è finita. Ci sono anche gli immigrati, o meglio gli “isolanizzati”. E non l’hanno fatto per denaro, ma per amore….Ed è vero.

C’è Jurgen, pittore “naif”, professore di belle arti, che dipinge solo le bellezze di Stromboli, e fa le cornici da solo.

Bobby, quasi ex laureato in legge, gestisce un alberghetto, con una lunga barba modello eremitico.

Hans, anche lui “tedesco”, pescatore subacqueo, tecnico improvvisato che viene chiamato per effettuare riparazioni d’ogni genere.

Tracuzzi, che dirige personalmente il suo ristorante “snob” servendo con monocolo e codino in caratteristici abbigliamenti.

Servizio flambè alla “candela”. E champagne, originale francese, naturalmente.stromboli 78 3

E tanti, tanti altri, anche in incognito, che hanno lasciato per sempre i compromessi della vita comoda ma “consumistica” di città ed hanno preferito, non a torto, di poggiare le loro ancore a Stromboli.

Ma non sempre il folklore offre aspetti di favola. C’è sempre una faccia più patetica che nasce nell’intimo dramma umano di quei personaggi che pur restando nell’ombra, giorno dopo giorno, illuminano col proprio lavoro lo specchio della più autentica verità. Legati all’isola per generazioni, da sempre e per sempre, questi personaggi sono gli interpreti principali di questo stupendo teatro. Attraverso questi volti scavati, stanchi, intramontabili, l’accettazione umile, pacata, di un destino implacabile, segnato dalla creazione, di una realtà talvolta crudele tutta protesa verso la lotta alla pura sopravvivenza. Il pescatore. “C’è mare e tira vento”, ma l’indomito pescatore non si ferma di fronte ai pericoli. Salpa sulla barca corrosa dalla salsedine, costata tante fatiche, e corre con i capelli lunghi al vento, incontro al suo mare. Si intravede lontano, un lumicino, ed è lui, da solo, perché vuol rischiare da solo, che tiene ferma la lampara, che segna la via del suo mondo infinito, verso un avvenire che appartiene soltanto a lui.

Incontro alla libertà……

Il tempo non ha più tempo per lui. Già nasce il primo chiarore, ed è già l’alba, e il pescatore risvegliarsi deve dal suo sogno.

stromboli 78 4Tra lui cielo e mare si abbracciano fraternamente. E’ l’ora del ritorno. A riva attendono preoccupati la moglie, i figli, che ormai sanno riconoscere il rombo del motore della loro barca, tra mille, lontano un miglio. Eppoi la gente, che vuol vedere l’arrivo, la preda , per curiosare, scegliere e comprare. Ma talvolta il pescatore non ha nessuna risposta dal mare, e ritorna a mani vuota. Una ragione di più per rifare le reti, riannodare gli ami le lenze. Una ragione di più per ripartire ancora, indomito, solitario, cavaliere del mare…….

E’ una vita dura, crudele che per lui continuerà per sempre.

Il tempo si è pietrificato davvero a Stromboli. E “Iddu” , il vulcano, sbuffando parla alla sua terra. E’ un linguaggio fatto di ansie, di sofferenze, ma soprattutto di tranquillità , di pace, di speranza e ni natura viva.

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