di Marco Miuccio ( in memoria di Michele La Torre)
Caro Michele
Tra le cento frasi che mi ricorderò ci sarà sempre questa, apertura di ogni nostro incontro! La tua semplicità, unita ad una preparazione professionale inarrivabile, punto di riferimento, soprattutto per un settore del nostro lavoro legato a doppio filo col territorio, è stata di esempio per tantissimi ragazzi, eoliani e non, che hanno servito lo stato, anche sotto la tua guida!
Severo ed attento, meticoloso e metodico, ma pragmatico all’inverosimile, mi hai insegnato, all’atto del mio subentro nel ruolo che fu tuo, che per la Comunità Eoliana, i problemi legati alla pesca non erano semplici freni burocratici, ma un vero e proprio problema sociale, da affrontare e contestualizzare, conoscendo la situazione personale di ogni soggetto!
Mi hai insegnato, tra l’altro e tra gli altri, che il nostro lavoro non è “roba da sceriffi”, ma colpendo, in maniera decisa e ferma, chi approfittava della tua disponibilità al dialogo ed alla risoluzione dei problemi, rigorosamente all’interno di un invalicabile recinto normativo!
Sei stato e sarai per sempre un nome conosciuto nella nostra Comunità, civile e militare, amato e rispettato da chiunque abbia ricevuto il tuo sorriso, discreto ed educato, durante le tue immancabili passeggiate a braccetto con la tua consorte!
Santa è stata la tua forza.. E tu la sua!
Nel giorno del vostro 29esimo anniversario di nozze, hai deciso di interrompere il suo ed il tuo calvario, liberandosi dalla sofferenza terrena, lasciandole un vuoto incolmabile!
Mi piace pensare che tu possa tornare dal Padre..
Quel Dio che, ormai è chiaro, che pecca di egoismo, perchè sta chiamando a se solo i migliori!
In alternativa, se così non fosse, si potrebbe pensare al fatto che abbia una pessima mira o ad una carenza cronica di Dio..ttrie!
Ciao Michele, quando arrivi organizza subito una bella partita a calcetto!
E quando lo vedi, digli il tuo solito:
“Ma allora sì dda Trìzzaaa!?!”









