La chiusura della pozza dei fanghi: danni al turismo e, soprattutto, a chi soffre

Riceviamo da Riccardo Regalli e pubblichiamo

Buongiorno direttore, questa mia per spiegarle con quanta amarezza ho vissuto questi 10 giorni di vacanza a Vulcano. Vengo da Monza e il Covid 19 ha falciato pesantemente la comunità dove vivo, però, finalmente si riparte. SVUOTO il conto corrente, prenoto il volo, traghetto, casa, chiudo la valigia e ecco fatto, sono a Vulcano.

Sono finalmente a bagno nei fanghi (sono a Vulcano SOLO per questo…ho la Psoriasi sull’80 % del corpo e ho interrotto le cure ospedaliere causa Cov 19) quando un drone ci sorvola e poco dopo arrivano i Carabinieri che fanno il loro mestiere. Il resto è storia conosciuta…Ma perché porre sotto sequestro l’area dei fanghi? Lasciarli aperti al pubblico…come dovrebbe essere non era meglio? Perché far ricadere sui malati di patologie che con i bagni/fanghi avrebbero avuto benefici ? Sono domande senza risposta? Mi spiace ma spesso la legge non tiene conto di queste piccolezze.

E ora dopo aver fatto 1400 km e speso 1400 € di viaggio e 500 di abitazione mi ritrovo di nuovo a far i conti con Psoriasi/conto corrente vuoto e l’impotenza di non poter far nulla contro la legge…ma tutto ciò non si poteva fare nei mesi invernali??

Io per curarmi a Vulcano non verrò più ma porterò i miei pochi soldi e la mia Psoriasi sul Mar Morto e in Turchia a Pammukale dove non sequestrano i luoghi di cura…e spero che come me lo facciano i 2 milioni di italiani psoriasici.

Spero tanto di veder pubblicato questo mio sfogo.

Cordialmente