
Nuota nota del Comitato Residenti di Alicudi
“La situazione verificatasi ad Alicudi e quella emersa a Panarea pongono – scrive il Comitato Residenti di Alicudi-un problema che non riguarda più soltanto due comunità delle Eolie, ma l’organizzazione della medicina generale nelle isole minori siciliane.
Ad Alicudi, dal 1° agosto 2026, è cessata l’attività del medico di medicina generale che assicurava stabilmente sull’isola l’assistenza ai propri pazienti. Dopo decenni di presenza continuativa del medico di base, non è stata ancora comunicata dagli enti competenti una soluzione istituzionale equivalente e stabile.
Successivamente, un medico di medicina generale operante a Filicudi ha dato disponibilità a recarsi una volta alla settimana ad Alicudi e alcuni residenti lo hanno scelto come proprio medico. Restano tuttavia da chiarire ufficialmente da parte dell’ASP di Messina le modalità organizzative di tale attività, compresi i locali nei quali viene svolta e il soggetto che ne sostiene gli eventuali costi. Si tratta certamente di un supporto utile per chi ne usufruisce, ma non equivale alla presenza stabile di un medico di medicina generale sull’isola e non chiarisce quale organizzazione sanitaria l’ASP abbia formalmente previsto per garantire ad Alicudi continuità dell’assistenza primaria durante tutto l’anno.
Sull’isola è inoltre regolarmente presente il servizio di Continuità Assistenziale – Guardia medica H24, indispensabile per le funzioni proprie di tale servizio, ma distinto dal rapporto continuativo con il medico di famiglia, che conosce nel tempo la storia clinica dei propri assistiti, segue le patologie croniche, le terapie e i percorsi diagnostici. Il problema assume particolare rilievo alla luce delle modifiche introdotte nella medicina generale siciliana con il nuovo Ruolo Unico di Assistenza Primaria e con la nuova organizzazione territoriale delle AFT – Aggregazioni Funzionali Territoriali.
Il precedente Accordo Integrativo Regionale riconosceva espressamente Alicudi e altre isole minori siciliane come “zone disagiatissime” e prevedeva specifiche garanzie finalizzate ad assicurare la presenza del medico di assistenza primaria anche in territori caratterizzati da un numero molto ridotto di abitanti e assistiti.
Con il nuovo assetto, entrato in vigore nel 2026, il Comitato ritiene indispensabile verificare se tali garanzie siano state mantenute in forma realmente efficace e se l’attuale sistema economico e organizzativo renda ancora sostenibile per un medico svolgere stabilmente la propria attività nelle piccole isole.
Il problema non è soltanto teorico.
A Panarea, il medico di medicina generale che assicurava il servizio sull’isola si è recentemente dimesso. In un colloquio diretto con il Presidente del Comitato Residenti Isola di Alicudi, la professionista ha riferito che la decisione è stata determinata dal peggioramento delle condizioni economiche conseguente alla nuova organizzazione, che rendeva non più sostenibile il mantenimento dell’incarico sull’isola.
Anche la comunità di Panarea ha evidenziato pubblicamente come il semplice numero degli assistiti non possa costituire l’unico parametro per determinare la sostenibilità dell’attività di un medico in una piccola isola, dove incidono costi di alloggio, studio professionale, permanenza, trasferimenti e difficoltà logistiche.
La questione può riguardare anche le altre isole minori caratterizzate da pochi residenti, isolamento geografico e difficoltà nei collegamenti.
Alicudi non è un quartiere raggiungibile in automobile. Nei mesi invernali le condizioni meteomarine possono interrompere anche per più giorni i collegamenti con le altre isole e con la terraferma. In queste condizioni, avere il proprio medico su un’altra isola non garantisce materialmente la stessa continuità assistenziale possibile in un territorio collegato via strada.
Il basso numero degli abitanti non può quindi diventare la causa della perdita di un servizio sanitario essenziale. Al contrario, proprio la ridotta popolazione e l’isolamento rendono necessarie misure economiche e organizzative specifiche.
Ad Alicudi permane inoltre la questione dell’approvvigionamento dei farmaci. Con ripetute PEC agli enti competenti, l’ultima delle quali in data 6 agosto 2026, è stata richiesta una procedura ufficiale che chiarisca, farmacia di riferimento, trasporto, ricezione e consegna dei medicinali, gestione delle urgenze e dei farmaci salvavita nei periodi di isolamento marittimo.
Il Comitato Residenti Isola di Alicudi chiede pertanto alla Regione Siciliana e all’ASP di Messina di verificare con urgenza gli effetti della nuova organizzazione della medicina generale nelle isole minori e, qualora le attuali misure risultino insufficienti, di modificarle o integrarle affinché venga garantita in modo concreto ed economicamente sostenibile la presenza stabile del medico di medicina generale nelle realtà insulari particolarmente disagiate.
Le isole minori – conclude il Comitato- non chiedono privilegi. Chiedono che la loro oggettiva condizione di isolamento venga riconosciuta nell’organizzazione sanitaria. Proprio dove gli abitanti sono pochi e più difficili da raggiungere, il Servizio sanitario deve garantire maggiori tutele, non minori”.










