Il pellegrinaggio in Cattedrale raggio di sole sulla città

pellegrinaggio

di Michele Giacomantonio

Domenica 17 aprile si è svolto il Pellegrinaggio della città di Lipari alla Cattedrale passando per la Porta santa del Giubileo della Misericordia voluto da papa Francesco. Le confraternite, le suore, i bambini del catechismo, la banda musicale, il reliquario – il Vascelluzzo – sono partiti alle 18.30 dalla chiesetta del Pozzo e sotto la guida di Mons. Gaetano Sardella, parroco di S.Pietro- Cattedrale – Portosalvo e don Giuseppe Mirabito, parroco di S. Giuseppe e Quattropani hanno sfilato per corso Vittorio Emanuele, via Maurolico, via Garibaldi, il Castello. In Cattedrale don Gaetano ha presieduto l’Eucarestia impetrando la protezione di San Bartolomeo nell’anniversario del terremoto del 17 aprile 1978 e don Giuseppe ha predicato l’Omelia. In essa, fra l’altro, ha detto:

“Vogliamo con questa celebrazione non soltanto  esaltare il mistero della “Comunione” a cui tutti, e come singoli, e come facenti parte delle comunità parrocchiali, siamo chiamati a tendere; ma anche annunciare con le labbra, il cuore e la vita la Misericordia del Padre (così come entrando in Cattedrale abbiamo cantato) di cui, lo straordinario giubileo ne è proclamazione forte e solenne.

pellegrinaggio 1

pellegrinaggio 3pellegrinaggio 4E questo vogliamo oggi farlo tutti insieme sotto lo sguardo di San Bartolomeo, facendo memoria del “dono” della sua Protezione in quel fortissimo terremoto, che tanti di noi ancora ricordano, del 16 – 17 aprile del 1978.

Tanti siamo allora saliti in Cattedrale: le formelle di bronzo del portone centrale ne sono la perenne dimostrazione di affetto e di riconoscenza. Ma tanti siamo oggi di nuovo  qui per, nel segno del ricordo, invocarne ancora il Patrocinio.

San Bartolomeo è ”Stella” di prima grandezza che brilla nel cielo delle nostre isole, esortandoci sempre ad accogliere Gesù, unico e solo Salvatore che, la liturgia della IV Domenica di Pasqua lo saluta e lo invoca come il Pastore buono, il Pastore bello che, con i segni della beata passione vive immortale”.