Il 1° Maggio per riscoprire il sapore della semplicità

di Lina Paola Costa

quattropani primo maggioDesidero accontentare Nino Paino e mia cugina Franca Bargone Cincotta, scrivendo subito del Quadaro di Quattropani. Lo faccio dopo una bellissima giornata all’aria aperta, al sole gentile del pianoro di Chiesa Vecchia, con il mare da lontano a fare da cornice a una piazza dove non bastano aggettivi per cantare il panorama che si gode…

Salina, Filicudi e Alicudi dalla balconata… Panarea e Stromboli con il suo pennacchio sbirciate dalla piazza, e poi guardate a cielo aperto dietro il santuario, fra scogli, ciuffi di erbe selvatiche e margherite gialle. Le margherite più belle a primavera costeggiano i sentieri e le strade isolane.quattropani primo maggio 2

Quella del quadaro è una tradizione antica, non stiamo qui a tracciarne la storia, ma in questi anni si è mantenuta puntualmente a Quattropani, organizzandola con una cura e una coralità di partecipazione che non può essere trascurata… il pentolone e i dolci di casa, la gente seduta e quella in fila, tutti radunati dai poggi su cui abitano, ad ospitare chi arriva, tantissimi negli anni scorsi, quest’anno un po’ meno… e poi tanti bambini liberi di giocare, con le biciclette colorate che insieme alla palla sono il gioco più bello del mondo, le bici su cui andare liberi, curvando e pedalando con il viso al sole e al venticello…

Scrivo del Quadaro per raccontare che il cibo con il quale si svolge questa evento è un cibo buono e semplice, prodotto nella zona, senza troppe contaminazioni chimiche, senza condimenti strutturati, e nemmeno citazioni gastronomiche elaborate. Nell’era del cibo slow e del chilometro zero, delle coltivazioni bio o degli chef stellati, nell’era del lessico nuovo che – per renderlo più apprezzabile – accompagna ciò che mangiamo con slogan e denominazioni anglofone, ecco, il Quadaro del primo maggio è la sintesi forse inconsapevole di questa moderna riscoperta del cibo buono e semplice, fatto con le fave e i pomodori degli orti di Quattropani, bio, slow, più o meno trendy: sicuramente un tesoro da non disperdere. Ho appunto voluto accontentare quella parte del Centro Studi che oggi parlava della genuinità degli ingredienti con me, che non amo cucinare, e con mia cugina che invece sa benissimo fare ai fornelli, sia in lingua sarda che in tipicità eoliana. Buon primo maggio.

(Foto don Giuseppe Mirabito)

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