I.I.S. Isa Conti: che non sia l’autogestione dei selfie

Riceviamo da Sara Basile e Rosellina Neri nota dal titolo : Je suis “sottovoce” Isa Conti e pubblichiamo:

istitutoScrivendo questo articolo, ci AUTO proclamiamo “sofferenti d’interventismo estremo”, ma disturbate dalla difficoltà di distinzione tra realtà e messinscena… Bazzicando su facebook, tra pc e smartphone , siamo costrette a sciacquarci gli occhi con il febbrile collirio di Don Chisciotte; social network, di tutto un pò, tra link e citazioni, notiamo selfie con vista banchi verdi, sedie che ricordano quelle dove sedevamo da scolari e, ovviamente, non possono mancare i sorrisoni compiaciuti tipici dei selfie… Insomma, il selfie, ci porta a conoscenza che l’Istituto d’Istruzione Superiore “Isa Conti Eller Vainicher” di Lipari è ufficialmente in AUTOgestione.

Si sa, tra studenti, ex studenti e genitori, la questione “autogestione” tra i cancelli dell’Isa Conti è ormai paragonabile alla “Questione Morale”, “Meridionale”, “Giochi pirotecnici di S. Bartolomeo” e “Carnevale Eoliano”: Un rito, quindi, ormai abituale che lo si fa un po’ per “moda”, un po’ per contribuire alla storia dell’unico plesso scolastico superiore delle nostre isole, in modo da incontrarsi un giorno fuori da lì, e poter dire ad alzata di mano: anche io ho fatto l’autogestione! Ribellarsi è un dovere sociale e lo sciopero è un diritto soggettivo pubblico di libertà, tutelato sia a livello nazionale (art.40), sia a livello sovranazionale (carta dei diritti internazionali dell’uomo). Lo sciopero, l’autogestione, l’occupazione, mezzi fastidiosi, taglienti,d’impiccio, come la satira, bersagliata sanguinosamente.

Gli studenti scioperano, scelgono l’autogestione, mezzo democratico, forse non molto fastidioso come l’occupazione, ma è pur sempre una richiesta di aiuto. La vita della comunità scolastica, oltre a essere luogo di formazione ed educazione tramite lo studio accademico, si basa sulla libertà di espressione e opinione, dentro la quale, si acquisisce la conoscenza e lo sviluppo della coscienza critica: lo studente ha diritto a essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola, e la scuola,intesa come istituzione, si impegna a porre progressivamente tutte quelle condizioni per assicurare un ambiente favorevole alla crescita della persona e circa la salubrità e la sicurezza degli ambienti che dovrebbero essere adeguati. Forse, (Ci, Vi), stanno chiedendo sostegno… Certo, “sottovoce”, ma ce lo dicono!

Forse perché intimoriti dal non essere all’altezza, stato d’animo che si riflette ad “appelli” da parte di chi è convinto da sempre che le masse sono gregge, anziché studenti, operai, precari, popolo.. denunciano lo scarso valore d’uso della storia, e favoriscono ancora di più la disintegrazione di quel briciolo di prestigio sociale che rimane agli insegnanti nel svolgere il loro difficilissimo lavoro. Non hanno motivi per protestare? Fatevelo dire da chi in quella scuola ci ha passato le mattine di un’intera adolescenza. Muri di cartone, aule ricavate dagli spogliatoi della palestra, freddo in inverno, caldo in estate, vetri rotti, stufe fantasma in classe alla “plebe” e condizionatori alla “Corte”, per non parlare di quel versamento (almeno ai nostri tempi) di euro 40 con casuale “contributo scuola”… A cosa sarà servito? Ad ornare e rendere più accogliente la sala professori con divani rossi da salotto tipo “Grande Bellezza”, mentre l’impianto NON a norma saltava ogni santo giorno?

Il silenzio. Nessuno ne parla… Eppure due anni fa sembrava che le acque fossero state smosse. Addirittura il Sindaco e la Giunta entrarono nella bella palestra della scuola occupata. Belle parole, anche quelle degli assessori provinciali nelle aule del comune di Lipari. Carditello o chi per lui intanto, sborsò quei bei 13.000 € che permisero piccoli interventi urgenti di “normale manutenzione alla struttura”. Ci auguriamo che non sia l’autogestione dei selfie e dei post su facebook. L’autogestione dei perditempo e delle canne da corridoio.

Indignatevi per la “parafrenia monetaria” che circola anche a scuola… Arrabbiatevi davvero! Abbiate fame! Che non è solo vuoto allo stomaco, non è acquolina in bocca né appetito, ma anche un pieno di sensi e di pensieri… e abbiatene uno anche per la scuola di Alicudi, che continua a resistere malgrado la sua magrezza e precarietà e, ai compagni più piccoli di Filicudi che hanno fame di leggere, scrivere e saper contare i “cuti” a Pecorini. Incazzatevi, perché ne avete il diritto. In bocca al lupo. JE SUIS ISA CONTI!