Eolie, partecipate: pronti 5 mln ma società devono ripianare perdite

 

Amato : preannunciato l’arrivo degli accreditamenti. Fondi per opere pubbliche svincolati dal Patto di stabilità

Lipari- Rimodulazione e concessione dei finanziamenti , da reinvestire in opere pubbliche, da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico, nell’ambito dei Patti territoriali. Si tratta di circa 12 milioni di euro. Fondi dei quali si attendono le prime tranches nonostante le società inserite in graduatoria si trovino da alcuni anni in liquidazione con perdite che ammonterebbero a oltre 400mila euro. ” Le lettere di accreditamento, preannunciate, dal direttore Carlo Sabino- ha dichiarato il dott. Luigi Amato, liquidatore delle società Sviluppo Eolie Srl e Gal Leader II- sono attese per fine maggio, primi di giugno”. Per Sviluppo Eolie srl, 29esima nella graduatoria ministeriale, sono pronti 3 mln 444 mila euro mentre il Gal Leader II avrà diritto a 1 mln 270 mila euro. ” Le società – spiega Amato- per ottenerle, al momento della decretazione dovranno trovarsi in “bonis” . Cioè dovranno dimostrare di aver riassorbito le perdite . Si comincerà, comunque, con Sviluppo Eolie , soggetto attuatore del Patto Territoriale generalista attraverso il quale, com’è noto, sono nate nell’arcipelago varie strutture turistico ricettive. Per rientrare in bonis si dovranno creare delle poste in attivo in bilancio in base all’investimento previsto e ricostituire il capitale sociale di 40 mila euro .

” L’operazione- spiega Amato- consentirebbe alle società di ripartire. I comuni , soci di maggioranza, in questo caso coprirebbero delle perdite ma per avere un reale beneficio sul territorio”. In pratica Comuni e soci andrebbero a ricapitalizzare le società sapendo di poter contare (per quanto riguarda la prima fase ) su 5 milioni per opere pubbliche svincolati dal patto di stabilità. Di questi tempi una rarità.

Il Sindaco di Lipari informerà della questione il Consiglio comunale e in settimana convocherà i soci. Nel corso dell’intervista con Amato altri particolari relativamente all’improponibilità di chiudere queste società ( i patti territoriali di una e dell’altra sono in ancora in essere con il grande rischio, nell’eventualità, che si possano avere provvedimenti di revoca dei contributi già ottenuti). ” Nessuna delle opere pubbliche dei patti- ha dichiarato Amato- è stata collaudata e chiusa a saldo”.