Eolie: lavoratori stagionali preoccupati per la Naspi

Lipari- Riuscire a lavorare sei mesi in alberghi e ristoranti, di questi tempi già un miracolo, per riscuotere, nel 2016, solo tre mesi di indennità di disoccupazione. Lavoratori stagionali del turismo in allarme anche alle Eolie per la Naspi. E’ , com’è noto, la nuova indennità di disoccupazione prevista dal governo Renzi, nell’ambito del Job act , che entrerà in vigore dal primo maggio 2015 in luogo dell’Aspi . Secondo quanto recita l’articolo 5 del decreto legislativo approvato dal governo all’inizio di marzo «la Naspi è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione». Tradotto, significa,  ha spiegato Monica Stelloni, coordinatrice del dipartimento Mercato del lavoro della Cgil, che «per stabilire l’ammontare dell’indennità di disoccupazione non si possono conteggiare le settimane lavorate negli anni precedenti. Non si possono computare i periodi contribuiti che hanno già consentito l’accesso agli ammortizzatori sociali». Pertanto, chi avrà la fortuna di lavorare per 6 mesi percepirà la disoccupazione solo per 3 mesi, chi lavorerà 7 mesi percepirà 3 mesi e mezzo di disoccupazione e così via. ” Con la Naspi, – ha precisato Monica Stelloni – si accede all’indennità di disoccupazione con solo 13 settimane lavorate negli ultimi 4 anni, in modo da garantire un’indennità di disoccupazione anche ai co.co.co; al contrario con l’Aspi «potevi accedere con un anno di contribuzione in un biennio»; la mini Aspi era riconosciuta a chi aveva 13 settimane lavorate negli ultimi 12 mesi». Di sicuro – conferma Monica Stelloni «si è allargata la platea di chi accede agli ammortizzatori sociali».

Ciò , però, tagliando quei sussidi che consentivano ai precari, specie con famiglia , di tirare a campare per altri sei mesi. Si preannunciano iniziative di protesta anche nell’arcipelago, dove gran parte degli  imprenditori turistici sta riaprendo adesso le  attività.