Peppe Paino

Lipari- Obiettivo recupero e riconversione di un terzo del territorio dell’isola , da otto anni abbandonato, cioè dalla fine dell’attività d’escavazione. La vasta area delle ex cave di pomice, tra Porticello e Acquacalda, rappresenta una risorsa che deve tornare a produrre ricchezza. Il passato, da una tra le tre principali attività economiche, è stato glorioso; il futuro, partendo, comunque, da un disegno di sviluppo concertato, rappresenta una sfida. Se n’è discusso a più riprese, lo scorso inverno, nell’ambito di una sorta di tavolo tecnico tra associazioni, conclusosi con le direttive contenute in un volume di 52 pagine ,ai fini della redazione di un piano urbanistico esecutivo, e ci sarà anche un convegno. E sarà questo uno dei punti principali al quale lavorerà il costituendo comitato guida per la gestione del piano Unesco delle Isole Eolie. Un organismo previsto dallo stesso “ Piano di Gestione Unesco Isole Eolie”e preteso per restare al riparo da ingerenze, per la fase iniziale , e rappresentato dai sindaci dei quattro comuni dell’arcipelago che dovranno successivamente passare la palla ad un’ente gestore.
Nei tre comuni di Salina ( Santa Marina, Malfa e Leni) è stato già approvato lo schema di convenzione ; si attende soltanto Lipari. A breve la questione arriverà in Consiglio, stante anche l’urgenza di dare il via libera a questa associazione, per evitare di perdere anche l’ultimo e importante treno dei fondi europei. E sarebbe di una gravità inaudita.
Il presidente del Comitato Guida sarà il Sindaco di Lipari , comune capofila, che rappresenterà, quindi, il sto Unesco delle Eolie . E’ stato del resto l’assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Purpura , a dare una decisa accelerazione alla definizione delle procedure finalizzate alla gestione dei siti Unesco annunciando che vi sono già 70 milioni per i siti attrattori, come le Eolie, nell’ambito dei progetti 2014-2020 e 120 milioni nell’ambito del Poin per il miglioramento dei siti e per iniziative di interesse culturale.










