Ecco ” L’ombra del Postino” a Pollara

A Malfa le celebrazioni per il ventennale della morte di Massimo Troisi

Michele Merenda

scultura troisiSALINA – Si è chiusa la prima parte del tributo che il Comune di Malfa, l’Associazione nazionale famiglia degli emigrati e l’isola di Salina hanno reso a Massimo Troisi per il ventennale della sua morte. Dopo la mostra fotografica “Neruda il fuggitivo” di Gacituà Soriano di due settimane fa, nella serata di sabato 28 l’amministrazione di Malfa ha dato vita ad un vero e proprio salotto all’aperto davanti la chiesa patronale di S. Onofrio a Pollara, dove è stato girato il successo internazionale de “Il Postino”.

Presenti all’incontro, in cui è stato ricordato l’attore napoletano morto prematuramente all’età di 41 anni, lo scenografo Lorenzo Baraldi, la moglie Gianna Gissi – che curò i costumi del film –, Emanuela Tursi (figlia del fotografo Mario Tursi, purtroppo anche lui scomparso) e Alfredo Cozzolino, amico d’infanzia di Troisi che ha dato il suo contributo alla mostra inaugurata il giorno successivo e che ha preannunciato la presentazione di un suo libro a Salina per il mese di settembre. Baraldi ha ricordato i giorni trascorsi a ricercare il luogo adatto, dopo che tanti posti erano risultati inadeguati per le scene dell’imminente pellicola. Poi, praticamente per caso, la folgorazione a Pollara, con il suo spettacolo naturale ed un’abitazione che lui stesso desiderò colorare con la tinta particolare che in seguito l’ha resa famosa.

Le parole che hanno visto un Massimo Troisi schivo, timido e allo stesso tempo profondamente rispettoso del lavoro altrui sono state ripetute l’indomani, nella giornata di domenica 29, quando è stata intitolata all’amato artista partenopeo la strada immortalata nel film, con Maria Grazia Cucinotta testimonial d’eccezione. Nella stessa giornata è stata inaugurata la particolarissima scultura “L’ombra del Postino” (nella foto di Adriana La Mancusa) ideata dagli architetti Giuseppe Faranna e Sergio La Spina, realizzata da Fabio Pilato. È poi toccato alla mostra di foto e bozzetti “Il Postino: Salina, la metafora della poesia” presso Casa Sebastiano Lo Monaco, divenuta neo museo aperto al pubblico durante i pomeriggi estivi. In serata, spazio alla grande musica. Il caldo vento di scirocco che ha abbracciato Pollara è stato solcato dalla voce roca ed espressiva di Enzo Gragnaniello, che accompagnato dal mandolino elettrico di Piero Galli, carico di effetti, ha fatto scendere lungo la schiena le vibrazioni di una Napoli esoterica, affascinante nella sua oscurità, pregna di una poesia che dall’etnico ha sfiorato la psichedelia, tributando in modo originale anche Roberto Murolo e Mia Martini.

È poi è toccato a Gianni Conte, esponente di spicco dell’Orchestra Italiana, che ha portato i saluti di Enzo Arbore (sarebbe dovuto essere presente anche lui, quella sera) e che con delle tonalità capaci di spaziare su più livelli ha reso omaggio alla grande tradizione musicale campana, grazie anche ad un fraseggio pianistico capace di rimanere in equilibrio tra toni popolari ed altri più jazzati. Una serata d’Arte conclusa con un duetto tra i due musicisti, grandi amici nella vita ma che purtroppo non hanno quasi mai avuto occasione di suonare assieme. Un altro miracolo dovuto al grande Massimo Troisi, sotto il cielo di Pollara nell’isola di Salina.