Don Gennaro e una comunità che non può abbandonarlo

Riceviamo da Claudia Natoli e pubblichiamo

don Gennaro Divola
don Gennaro Divola

Con rammarico e dolore, apprendiamo tramite facebook che il 27 giugno p.v. il nostro amato parroco Don Gennaro, dovrà lasciare la casa parrocchiale, altrimenti chi di DOVERE si vedrà costretto a portarLo a Messina, (come se fosse il suo cagnolino).

Così, in sordina, senza farsi notare , come costume di chi non ha il coraggio di chiarirsi di fronte alla Comunità un benservito semplice semplice, senza un minimo di preoccupazione circa la sorte futura di quest’uomo, che per 50 anni ha servito con amore e dedizione,che dovrebbe tornare nei suoi luoghi natii, a Leni, Isola di Salina, in perfetta solitudine.

A prescindere dalle idee di ciascuno non c’è dubbio che abnegazione, impegno, professionalità e dedizione verso il prossimo , meritino unanime riconoscenza e ben più di un trattamento simile, al limite del mortificante e dell’abbandono.

Come già fatto dalla sottoscritta con email inviate in forma privata, ancora una volta si CHIEDE a S.Eccellenza, di rivedere la Sua posizione.

L’attenzione e l’impegno della Chiesa per gli anziani non datano da oggi. Il magistero ecclesiale, lungi dal considerare la questione come un puro problema di assistenza e di beneficenza, ha sempre ribadito l’importanza primaria della valorizzazione delle persone di ogni età, richiamando tutti a far sì che la ricchezza umana e spirituale, le riserve di esperienza e di consiglio accumulate nel corso di vite intere non andassero disperse.

A conferma di ciò, rivolgendosi a circa ottomila anziani ricevuti in udienza il 23 marzo 1984, Giovanni Paolo II diceva: « Non vi lasciate sorprendere dalla tentazione della solitudine interiore. Nonostante la complessità dei vostri problemi […], le forze che progressivamente si affievoliscono, le incomprensioni di una società egoistica, voi non siete né dovete sentirvi ai margini della vita della Chiesa, elementi passivi di un mondo in eccesso di movimento, ma soggetti attivi di un periodo umanamente e spiritualmente fecondo dell’esistenza umana. Avete ancora una missione da compiere, un contributo da dare ».

Svegliate le Vostre coscienze, compaesani Cannetari, TUTTI abbiamo beneficiato dell’amore , della dedizione del sostegno di quest’uomo, oggi la nostra porrocchia ha ciò… che ha… che grazie all’ingegno , alla caparbietà e all’abnegazione di quest’uomo e di chi per tanti anni l’ha supportato.

Don Gennaro è un uomo malato che ha bisogno del nostro sostegno e non toglie LUSTRO a nessuno , anzi poteva essere una buona occasione di crescita, se continua ad aggirarsi per la Chiesa o se sposta un vaso con i fiori.

Claudia Natoli