
“Tra i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rientra la costruzione di quattro impianti di dissalazione delle acque nelle isole di Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. A Filicudi, in particolare, un comitato di cittadini lamenta una scarsa trasparenza e condivisione delle decisioni amministrative. Tali perplessità riguardano, in particolare, l’impianto che dovrebbe essere costruito in un sito che insiste nell’area archeologica di Capo Graziano, sottoposta a tutela da parte dell’Unesco. Il conseguente scarico delle salamoie e dei reflui nel processo di dissalazione avrebbe conseguenze sulla Posidonia oceanica e sugli ecosistemi bentonici. Occorre che una valutazione sulla proporzionalità degli impianti rispetto alle reali esigenze del territorio, esaminando approfonditamente il rapporto costi-benefici e la sostenibilità economica a lungo termine, l’impatto visivo e paesaggistico e l’esistenza di soluzioni alternative o complementari che non comportino impatti permanenti. Per queste ragioni ho chiesti agli assessori regionali all’Ambiente, ai Beni culturali e all’Energia la convocazione di un tavolo tecnico con le comunità coinvolte, le associazioni di settore e gli esperti in archeologia terrestre e sottomarina. Va fatta una verifica sulla piena conformità del progetto ai vincoli Unesco ed alle normative europee, statali e regionali in materia di tutela del patrimonio naturale e culturale”.
Lo afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.










