Da domani scattano i presidi dei forconi

Si preannunciano disagi per il rifornimento di merci e benzina

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L’Aias di Giuseppe Richichi ha revocato il blocco. Come capita spesso l’associazione autonoma, dopo gli incontri dell’ultima ora con i politici fa un passo indietro. Non i Forconi che hanno confermato da domenica sera i presidi.

 “Ci sono troppe categorie martoriate dalla crisi – dice Francesco Tusa leader dei Forconi insieme a Mariano Ferro, Giuseppe Sgarlata e Francesco Crupi – Sapevamo che l’Aias di Giuseppe Richichi all’ultimo momento avrebbe fatto un passo indietro. Ma la nostra protesta è già programmata da mesi e andrà avanti. Noi non ci fermeremo”.

 La decisione è stata assunta dopo un incontro tenutosi oggi in prefettura a Catania, secondo quanto rende noto il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, che per ora non aggiunge altri dettagli.

Ma torna a spaccarsi il fronte visto che, invece, i forconi annunciano che proseguiranno le loro azioni di protesta.

Lo stop ai trasporti era stato indetto unitariamente, dalle 22 di domenica. Era previsto il blocco nazionale dell’autotrasporto che sarebbe durato fino al 13 dicembre. La protesta doveva essere contro la politica del governo nazionale al quale forconi e autotrasportatori rimproverano comunque di non aver inserito nella legge di stabilità nessuna misura urgente per l’autotrasporto.

Erano stati annunciati presidi sulle principali strade di collegamento dell’Isola ed erano previsti blocchi e disagi per il traffico automobilistico. Ma i siciliani ancora non lo sanno e in alcune città è iniziata una vera e propria psicosi. A Palermo i benzinai presi d’assalto, pasta e biscotti esauriti in diversi supermercati . Il timore della popolazione è che si ripeta il blocco generale dei trasporti che paralizzò la Sicilia due anni fa.

Alla protesta avevano aderito diverse sigle sindacali dl settore degli autotrasporti Aias e l’A.i.Tras, Trasportounito, Assiotrat, Assotrasport, Azione nel trasporto e il Movimento autonomo trasportatori. Il leader dei Forconi, Mariano Ferro, aveva lanciato un appello: “Tutti coloro che intendono ribellarsi assieme a noi sono i benvenuti, a condizione che non si azzardino a mettere bandiere di qualsiasi colore all’iniziativa”.

Le Questure siciliane erano già in stato di allerta: le forze dell’ordine si preparavano a rimuovere gli eventuali blocchi stradali. ma di tutto questo, per il momento, non accadrà nulla, sempre che rientri anche la psicosi.