Crocetta: si salvino agricoltura e pesca

Per la Sicilia è corsa contro il tempo per spendere tutte le risorse comunitarie per la programmazione 2007-2013 oppure le perderà. Ne è consapevole il governatore Rosario Crocetta che da Bruxelles sostiene: “In un solo anno abbiamo fatto un salto avanti che ci ha classificato tra le Regioni che hanno avuto la miglior performance. I ritardi del passato ci pesano ma stiamo lavorando per coprire il gap, come abbiamo fatto nel 2013. Noi vogliamo assolutamente spendere tutto, ma è una corsa contro il tempo”.

Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta è a Bruxelles per una due giorni di incontri e per partecipare alla seduta plenaria del Comitato delle Regioni dell’Unione europea che si apre oggi.

“Nei cinque anni che hanno preceduto il mio insediamento – continua Crocetta – il dato dell’assorbimento dei Fondi Ue per la programmazione 2007-2013, al 28 febbraio 2013 era del 18,1%. Un anno dopo, al 28 febbraio 2014, il dato era del 41,7%”.

Il governatore della Sicilia lancia poi l’allarme per la ”situazione drammatica” in cui versano l’agricoltura e la pesca nell’Isola e bacchetta l’Ue per gli ”accordi fallimentari” raggiunti con i Paesi del nord Africa e “in particolare l’accordo Eu-Marocco”, che non ha previsto “alcuna norma di salvaguardia per i Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo”.

Quindi secondo Crocetta “la politica Euromediterranea non può escludere la Sicilia ed i Paesi del sud Europa. Occorrono misure urgenti che sottoporrò all’attenzione della Commissione europea e del governo italiano”, spiega Crocetta, che annuncia come per la Sicilia abbia “intenzione di proporre una legge che consenta di bloccare l’import dei prodotti agricoli laddove il prezzo dei prodotti provenienti dall’estero scenda al di sotto del 30% del costo di produzione siciliano”.

“Non si tratta di essere chiusi o sordi rispetto alle questioni del sud del mondo – afferma il presidente della Regione Siciliana – ma occorre che l’Europa comprenda che Regioni come la Sicilia fanno parte del sud del mondo e quindi non si possono fare accordi internazionali che danneggiano le nostre produzioni senza misure di salvaguardia o compensative come avviene attualmente”.

“Il Sud dell’Europa subirà un’ulteriore spaventosa recessione se non si salvano agricoltura e pesca“, osserva Crocetta, che evidenzia come “la concorrenza non sempre” sia “leale, poiché mentre in Ue prevalgono norme molto rigide, tali norme non si applicano nei Paesi extra-europei”, anche a svantaggio dei diritti dei consumatori.

Parlando della situazione dell’agricoltura siciliana il governatore spiega che “moltissime produzioni di ortofrutta rischiano di essere abbandonate e migliaia di operatori sono sottoposti a procedure di pignoramento delle aziende e delle attrezzature, perché non ce la fanno più. Per capire il perché – aggiunge – basta guardare ad alcuni dati: la produzione delle arance ha un costo minimo di produzione di 35 centesimi al chilo, ma sul mercato vengono vendute a 8 centesimi. I pomodori ciliegini costano un euro alla produzione, ma sul mercato si vendono a 25 centesimi, la produzione delle melanzane al chilo costa 50 centesimi, contro i 5 centesimi sul mercato, e il grano duro, a fronte dei 50 centesimi di produzione, viene venduto a due centesimi”.

Crocetta conclude all’attacco il suo intervento a Bruxelles: “Rischiamo di essere travolti dalle logiche della politica europea. Sono super-europeista e per il dialogo Euro-mediterraneo, ma si devono porre dei limiti. La Sicilia rischia la desertificazione, perché con queste politiche la gente non ha più interesse ad investire”.

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