La Corte riafferma che la tecnologia non può prevalere sui diritti riconosciuti dalla legge. Accolto l’appello di una società: il diritto alla compensazione resta valido se il contribuente ha rispettato i termini e lo scarto dipende dal sistema telematico
Una significativa pronuncia della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sicilia (sentenza n. 4459/2026) stabilisce che un automatismo del sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate non può impedire al contribuente di esercitare un diritto riconosciuto dalla legge.
Il caso , come riporta La Sicilia.it , riguarda una società che aveva trasmesso nei termini un modello F24 per utilizzare crediti d’imposta in compensazione. Lo scarto automatico del modello, dovuto al fatto che la scadenza cadeva in un giorno festivo e il pagamento era rinviato al primo giorno lavorativo utile, aveva impedito l’utilizzo del credito.
La Corte ha accolto l’appello, affermando che, se il contribuente ha rispettato tutti gli adempimenti previsti, il diritto al credito non può essere compromesso da un malfunzionamento o da un automatismo della piattaforma telematica. La sentenza riconosce inoltre che il provvedimento di scarto del modello F24 è impugnabile quando produce effetti lesivi immediati.
La decisione rappresenta un importante precedente per imprese e professionisti, riaffermando che la digitalizzazione degli adempimenti fiscali deve sempre rispettare i principi di certezza del diritto e di tutela del contribuente.








