Dopo la richiesta di arresto per l’ex vicepresidente della Regione, Minardo invoca un «cambiamento netto». Il governatore: «Sto valutando le decisioni da assumere».
La bufera giudiziaria che torna a investire la Sicilia rischia di trasformarsi in una crisi politica per il governo regionale. Dopo la richiesta di arresto nei confronti di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione e attuale consigliere giuridico del presidente Renato Schifani, si fanno sempre più insistenti le voci su un possibile passo indietro del governatore.
A riaccendere il dibattito è stato Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, che ha rilanciato la necessità di un «cambiamento netto» e di una nuova proposta politica. Una posizione, ha spiegato Minardo, che non sarebbe personale ma condivisa dal partito dopo mesi di confronto e ascolto.
In serata è arrivata la replica di Schifani, affidata a una nota particolarmente significativa: «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve».
Parole che, anziché spegnere le indiscrezioni, alimentano l’incertezza sul futuro politico della Regione. Ora l’attenzione è tutta sulle decisioni che il presidente potrebbe comunicare nelle prossime ore.










