“LA POLITICA DEVE DARE RISPOSTE A CHI PAGA IL BIGLIETTO” L’ASSOCIAZIONE REITERA LA RICHIESTA DEL TAVOLO PERMANENTE
Il nuovo aumento del 18% delle tariffe sui collegamenti marittimi Siremar-SNS in convenzione statale riporta al centro una questione che non può essere liquidata indicando semplicemente a quale amministrazione appartenga la competenza.
Il Codacons prende atto che gli aumenti riguardano i collegamenti regolati dalla convenzione statale e non le corse oggetto delle commesse regionali. Ma agli utenti non basta sapere chi non ha aumentato il biglietto. Occorre spiegare perché un rincaro prima sospeso sia stato successivamente riproposto e, soprattutto, quali iniziative saranno adottate per evitare che a pagarne le conseguenze siano le comunità insulari.
“La distinzione tra competenza statale e regionale può spiegare sul piano amministrativo chi gestisce una tratta, ma non può diventare la risposta da dare a chi paga il biglietto – afferma l’avv. Roberto Nanfitò, Direttore del Dipartimento Regionale Porti e Trasporti Marittimi del Codacons – La politica ha il compito di trovare soluzioni. Chi vive nelle isole minori deve poter raggiungere la Sicilia a condizioni sostenibili per lavorare, studiare, curarsi e accedere ai servizi essenziali”.
Il Codacons reitera la richiesta, già avanzata in precedenza, di un tavolo permanente tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Siciliana, amministrazioni delle isole minori e rappresentanti degli utenti.
Per l’associazione non basta più annunciare incontri. Il tavolo deve essere convocato con continuità, partire da dati trasparenti su tariffe, risorse e qualità dei collegamenti e produrre impegni e risultati verificabili.
“Se un aumento viene prima annunciato, poi sospeso e infine riproposto, è legittimo chiedere cosa sia cambiato nel frattempo – prosegue Nanfitò – Il tavolo lo chiediamo da tempo. Adesso deve diventare il luogo nel quale affrontare le cause del problema e individuare strumenti capaci di evitare, nel rispetto del quadro normativo e finanziario, che aumenti così rilevanti ricadano sugli utenti”.
Il Codacons richiama inoltre il percorso già avviato per il trasferimento alla Regione Siciliana, dal 10 ottobre 2027, di parte dei servizi marittimi attualmente di competenza ministeriale e chiede al presidente della Regione Renato Schifani di sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché venga verificata ogni possibilità di accelerarne l’attuazione.
Nel frattempo occorre una risposta per il periodo transitorio. Per il Codacons non si può attendere il 2027 lasciando irrisolta una questione che incide direttamente sulla vita quotidiana e sull’economia delle isole.
“Gli abitanti delle isole minori non chiedono privilegi, ma condizioni che consentano loro di esercitare concretamente diritti fondamentali come curarsi, studiare, lavorare e spostarsi – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – La distinzione delle competenze tra Stato e Regione non può tradursi in maggiori costi o minori servizi per i cittadini. Le istituzioni individuino insieme una soluzione stabile, perché il diritto alla mobilità deve essere garantito indipendentemente dal luogo in cui si vive”. – conclude Tanasi










