Intervista esclusiva a Bronagh Slevin per Il Giornale di Lipari. La violoncellista, cantante e compositrice irlandese racconta il concerto di giovedì alla Tenuta di Castellaro, il progetto Rewilding, il legame con la Sicilia e le Isole Eolie
di Alessio Cioni
Quando il sole comincia a scendere dietro l’orizzonte e il mare delle Isole Eolie si colora di sfumature che sembrano appartenere più alla pittura che alla realtà, anche la musica cambia volto. È questo lo spirito che accompagnerà il concerto di Bronagh Slevin, protagonista giovedì della rassegna Sunset Live Music alla Tenuta di Castellaro, a Lipari. Un appuntamento che non propone soltanto un’esibizione musicale, ma un’esperienza nella quale paesaggio, luce e suono si fondono fino a diventare un unico racconto.
Incontrare Bronagh Slevin significa scoprire un’artista che ha scelto di percorrere una strada personale, lontana dalle mode e dalle definizioni. Violoncellista, cantante e compositrice, parla della musica come se parlasse della vita. Ogni risposta nasce da un ricordo, da un’immagine o da una riflessione e restituisce il ritratto di una donna che continua a cercare autenticità, prima ancora che successo.
La passione per la musica nasce nell’adolescenza, tra lo studio del pianoforte classico e del violoncello. Parallelamente cresce ascoltando alcune delle figure più importanti della scena irlandese, da Van Morrison a Sinéad O’Connor, artisti che contribuiscono a formare il suo orecchio musicale. La vera svolta, però, arriva negli anni trascorsi a Bristol, durante la stagione del Trip Hop, quando inizia a scrivere le proprie canzoni.
«I realised the power I held in my voice and lyrics», racconta.
È allora che comprende come la voce possa trasformarsi in uno strumento di libertà, capace di raccontare emozioni, idee e identità.
Anche il rapporto con il violoncello evolve nel tempo fino a diventare qualcosa di profondamente personale.
«My cello is an extension of me.»
Non è semplicemente lo strumento con cui suona. È una parte della sua persona. Voce e violoncello, spiega, “cantano insieme”, creando un linguaggio unico, intimo, dove ogni nota sembra nascere dallo stesso respiro.
Da questo percorso prende vita Rewilding, il progetto che presenterà anche al pubblico di Lipari. Un titolo che racchiude una filosofia prima ancora che uno spettacolo. Rewilding è un invito a riconquistare la propria natura più autentica, quella creatività spontanea che spesso viene soffocata dalle convenzioni sociali, dai ritmi della quotidianità e dalla paura di essere se stessi.
Le sue composizioni nascono senza uno schema prestabilito. Possono prendere forma da un sogno, da un ricordo, da una poesia, da un’immagine della natura o da un racconto mitologico. Ogni brano segue una strada diversa, ma tutti sembrano rivolgere la stessa domanda all’ascoltatore: quanto siamo ancora capaci di ascoltare la nostra voce interiore?
Nel suo percorso umano e artistico un posto speciale appartiene alla Sicilia.
Dopo l’infanzia trascorsa in Irlanda, gli studi a Bristol, un periodo a Siviglia e un lungo viaggio in solitaria attraverso il Sud America, Bronagh racconta il proprio incontro con l’isola con una frase che lascia poco spazio alle interpretazioni.
«Sicily was written in my destiny.»
Più che un luogo geografico, la Sicilia rappresenta per lei un approdo naturale. E nelle Eolie ritrova gli stessi elementi che da sempre alimentano la sua immaginazione: il mare, il vento, i vulcani, il silenzio e quella forza primordiale della natura che continua a dialogare con l’essere umano.
Alla domanda su cosa significhi esibirsi a Lipari, la risposta arriva con la semplicità delle verità più profonde.
«Nature is the quickest route back to ourselves.»
La natura è la via più rapida per ritrovare noi stessi.
È una frase che sembra descrivere perfettamente la filosofia della rassegna Sunset Live Music, dove il concerto nasce dal dialogo con il paesaggio. Il tramonto non è soltanto uno sfondo scenografico, ma diventa parte integrante dell’esperienza artistica.
Non sorprende allora che una delle sue prime composizioni, Purple, sia ispirata proprio a quel momento sospeso in cui il cielo si veste di viola e il tempo sembra rallentare. È un’immagine che richiama immediatamente i tramonti osservati dalla Tenuta di Castellaro, quando la luce accarezza il mare e il profilo delle isole.
«Ci sono paesaggi che diventano palcoscenici naturali», osserva, spiegando come alcuni luoghi riescano ad amplificare il dialogo emotivo tra chi suona e chi ascolta. E aggiunge un dettaglio che racconta molto del suo modo di vivere la musica: i concerti che ama di più sono quelli eseguiti a piedi nudi nella natura, senza barriere tra il corpo, il suono e l’ambiente circostante.
Alla domanda sul ruolo della musica nel mondo contemporaneo risponde con una sola parola.
«Connection.»
Connessione.
Una risposta essenziale che racchiude la sua visione dell’arte: creare relazioni, ritrovare sé stessi, ricostruire un dialogo autentico con gli altri e con il mondo.
Anche il consiglio rivolto ai giovani musicisti è lontano dalla retorica.
«Don’t give up the day job.»
Dietro il progetto Rewilding non ci sono grandi produzioni discografiche, ma anni di lavoro paziente e indipendente, sostenuti grazie all’insegnamento della lingua inglese. Una scelta che le ha permesso di conservare la propria libertà creativa e di costruire un percorso completamente personale.
Prima di salutarci le chiediamo quale messaggio desideri affidare al pubblico che giovedì sera sarà alla Tenuta di Castellaro.
La risposta arriva come una dedica.
«Listen close and find your way back to yourself. Love is a good place to start. And that takes courage.»
“Ascoltate con attenzione e ritrovate la strada verso voi stessi. L’amore è un buon punto da cui ripartire. Ma serve coraggio.”
Forse è proprio questa la promessa racchiusa nel concerto di Bronagh Slevin a Lipari. Non soltanto un viaggio musicale tra violoncello, voce e composizione, ma un invito a rallentare, lasciarsi attraversare dalla bellezza delle Isole Eolie e riscoprire, almeno per il tempo di un tramonto, quella parte più autentica di sé che la frenesia quotidiana tende troppo spesso a mettere a tacere.
https://www.giornaledilipari.it/sunset-live-music-giovedi-a-tenuta-di-castellaro-bronagh-slevin/
Bronagh Slevin: “Nature is the quickest route back to ourselves.” In Lipari, music becomes a journey into the soul
Exclusive interview with Bronagh Slevin for Il Giornale di Lipari. The Irish cellist, singer and composer talks about Thursday’s concert at Tenuta di Castellaro, her Rewilding project, her connection with Sicily, the Aeolian Islands and the transformative power of music
by Alessio Cioni
When the sun begins to sink behind the horizon and the sea of the Aeolian Islands takes on shades that seem to belong more to a painting than to reality, music itself takes on a new dimension. This is the spirit that will accompany Bronagh Slevin’s concert on Thursday, the featured event of the Sunset Live Music series at Tenuta di Castellaro in Lipari. An appointment that offers not only a musical performance, but an experience in which landscape, light, and sound merge together, becoming a single, captivating story.
Speaking with Bronagh is like entering a world where art and life naturally merge. Her answers never sound rehearsed. Instead, they carry the intimacy of personal reflections. Every sentence reveals an artist who is not searching for approval, but for authenticity, a truth rooted in memory, nature, poetry and the courage to remain faithful to her own voice.
Her musical journey began in Ireland, studying classical piano and cello while growing up with the music of Van Morrison, Sinéad O’Connor and The Undertones. Yet it was in Bristol during the vibrant years of the Trip Hop movement that she finally understood the direction her artistic life would take.
“I realised the power I held in my voice and lyrics,” she recalls.
It was the moment she realised that music was not simply about performing. It was about giving shape to thoughts and emotions through her own voice.
Her relationship with the cello evolved at the same time.
“My cello is an extension of me.”
It is far more than an instrument. It has become a living companion, an extension of both body and emotion. Voice and cello, she says, “sing as one,” creating a single expressive language capable of reaching remarkable emotional depth.
From that artistic journey came Rewilding, the project she will bring to the stage at Tenuta di Castellaro. More than a title, it is an invitation to reconnect with the untamed, authentic self that modern life so often pushes aside.
Her compositions emerge from lived experiences, dreams, poetry, mythology, images and the natural world. Every piece follows its own path, yet they all explore the same essential question: how do we find our way back to ourselves?
Sicily occupies a special place in her personal story.
After growing up in Ireland, studying in Bristol, living in Seville and travelling alone across South America, she describes her encounter with Sicily in one unforgettable sentence.
“Sicily was written in my destiny.”
It reveals a profound connection with the island, one that naturally extends to the Aeolian Islands, where she recognises the same elements that have always inspired her imagination: water, wind, volcanoes, silence and the enduring power of wild nature.
Asked what Lipari means to her, she answers without hesitation.
“Nature is the quickest route back to ourselves.”
Perhaps no sentence better captures the essence of her artistic philosophy.
For Bronagh, the landscape does not accompany music, it completes it. That is precisely the spirit behind Sunset Live Music, where the sunset over Tenuta di Castellaro becomes part of the artistic narrative.
It is no coincidence that one of her earliest songs, Purple, was inspired by that magical moment when the evening sky turns violet and time itself seems to slow down. It is an image perfectly suited to the sunsets of the Aeolian Islands.
“There are landscapes that become natural stages,” she says, explaining how certain places intensify the emotional dialogue between performer and audience. She also admits that her happiest performances are those experienced barefoot in nature, where every barrier between artist and environment disappears.
In an age dominated by speed and noise, Bronagh believes music has one essential purpose.
“Connection.”
One simple word that contains the heart of her artistic vision: connection with others, but above all with the deepest part of ourselves.
Her advice to young musicians is equally honest.
“Don’t give up the day job.”
Behind Rewilding stands no major record label, but years of determination, independence and hard work, financed through teaching English. A path that has allowed her to preserve what she values most: complete artistic freedom.
Before saying goodbye, we ask what she hopes to leave with the audience gathering at Tenuta di Castellaro on Thursday evening.
Her answer feels like both a wish and an invitation.
“Listen close and find your way back to yourself. Love is a good place to start. And that takes courage.”
Perhaps that is the greatest gift Bronagh Slevin will bring to Lipari: not simply a concert, but an invitation to listen, to the sea, to the sunset, to silence and, above all, to the voice within ourselves that everyday life so often prevents us from hearing.











